Cittadinanza tedesca restituita a chi fuggì dal nazismo: la proposta dei Verdi

La legge sul rimpatrio al momento prevede il riacquisto della cittadinanza solo per chi fu espulso dal regime, non per chi decise di fuggire

Germania nazista

Germania nazista

globalist 29 luglio 2019
Una proposta di legge avanzata dai Verdi in Germania per restituire la cittadinanza tedesca a coloro che sono scappati dalla Germania nazista per persecuzioni religiose: sarà questa la prima voce nell'agenda del partito dei Verdi alla ripresa dei lavori del Bundestag dopo la pausa estiva. 
Attualmente, la legge sulla cittadinanza in vigore in Germania consente ai tedeschi che vennero formalmente espulsi dal regime nazista il diritto al rimpatrio. Il caso più eclatante è quello di Willy Brandt, lo storico sindaco socialdemocratico di Berlino Ovest, il quale visse sotto il suo nome di battesimo, Herbert Frahm, durante il Terzo Reich come dissidente in Norvegia e fu mandato in esilio dalle autorità naziste. Nulla del genere, invece, la legge prevede per quei cittadini tedeschi che, soprattutto a causa della loro appartenenza religiosa, durante il nazismo sono fuggiti dalla Germania verso altri Paesi di cui hanno in seguito acquistato la cittadinanza: non appena lo hanno fatto, hanno perso automaticamente il diritto a riacquistare il passaporto tedesco e, di fatto, a tornare a vivere in Germania con gli stessi diritti di cui godevano quando sono stati costretti a fuggirne per evitare di fare una brutta fine.
Si tratta soprattutto di ebrei, ma anche di esponenti di minoranze religiose ed etniche comunque perseguitati dal regime di Hitler. "Si tratta di una lacuna normativa "completamente inaccettabile", ha spiegato Filiz Polat, osservando che "la naturalizzazione per chi ha abbandonato il nostro Paese in quanto la sua vita e quella dei propri familiari era minacciata da un regime totalitario è solo una riparazione rispetto all'ingiustizia nazionalsocialista".
All'iniziativa dei Verdi plaude il Consiglio centrale degli Ebrei tedeschi. "La coalizione di governo dovrebbe dare rapido seguito a questa proposta per determinare una situazione giuridica piu' equa", sostiene il presidente del Consiglio centrale Josef Schuster, secondo cui l'apertura alla cittadinanza per chi ha dovuto fuggire dal Nazismo e per i loro eredi va letta come un "grande voto di fiducia" di una Germania che "dovrebbe aprire generosamente le porte a queste persone che per salvarsi hanno dovuto lasciare le proprie case ed i propri affetti, e ai loro discendenti".