L'amministratore della Siemens: "Trump è diventato il volto del razzismo e dell'esclusione"

Il tedesco Joe Kaeser: "Ho vissuto per molti anni negli Stati Uniti e ho conosciuto una libertà, una tolleranza e un'apertura che non avevo mai visto prima"

Donald Trump

Donald Trump

globalist 21 luglio 2019
Parole chiare mentre il miliardario xenofobo continua con le sue eoliche di odio e di disprezzo: il ceo della tedesca Siemens ha attaccato frontalmente Donald Trump.
«Mi colpisce il fatto che la carica politica più importante del mondo diventi il volto del razzismo e dell'esclusione», ha scritto Joe Kaeser via Twitter. «Ho vissuto per molti anni negli Stati Uniti e ho conosciuto una libertà, una tolleranza e un'apertura che non avevo mai visto prima», ha aggiunto.
«Questa era l'"America Great at work" (la "Grande America al lavoro", Ndr)», ha concluso. 
Il messaggio del 62enne arriva in risposta a un tweet dell'ex politico tedesco della Cdu Ruprecht Polenz, che ironizzava sul fatto che - se i propositi giudicati xenofobi di Trump dovessero fare scuola - alla Germania toccherà riprendersi l'attuale inquilino della Casa Bianca. Un nonno del presidente, infatti, è emigrato in America dalla Germania a fine '800. Lo scambio di battute prende le mosse dalla polemica tra Trump e quattro deputate democratiche con passato migratorio o appartenenti a minoranze etniche che il presidente ha esortato a «tornare da dove sono venute». 
Come riporta l'Handelsblatt, la controllata di Siemens che si occupa di impianti eolici, Siemens Gamesa, attende di firmare il contratto più importante che abbia mai concluso negli Stati Uniti (si parla di miliardi) per la costruzione di un parco eolico offshore da 1,7 Gigawatt al largo della costa est del Paese.