Dopo lo sciopero della fame la Libia libera i 350 migranti rinchiusi nel lager di Tajoura

Sono in totale 350 ad aver iniziato lo sciopero, tutti sopravvissuti al bombardamento del centro di detenzione di Tajoura che ha fatto 53 vittime tra i migranti all'interno

Migranti detenuti in Libia

Migranti detenuti in Libia

globalist 9 luglio 2019
In seguito all'annuncio dello sciopero della fame dei 350 migranti sopravvissuti al bombardamento di Tajoura, il governo del Premier libico Fayez al Sarraj ha liberato gli scioperanti. Lo si è appreso da un tweet della filiale libica dell'Unhcr, l'Alto Commissariato Onu delle Nazioni Unite. 
L'agenzia dell'Onu ha ringraziato il ministero dell'Interno libico per aver liberato i rifugiati da Tajoura. "350 persone erano ancora a rischio a Tajoura e ora sono libere", ha scritto in un tweet l'Unhcr.
I migranti erano sopravvissuti al bombardamento di Tajoura della scorsa settimana, e avevano iniziato uno sciopero della fame per essere portati fuori dalla Libia. Lo aveva riferito il portavoce del centro di detenzione, Mahmoud Taweer, spiegando che i migranti chiedevano all'Onu di avere garanzier di non finire di nuovo sotto attacco. 
Dal momento del raid, i migranti e i rifugiati che si trovavano nel centro di detenzione si sono rifiutati di dormire al suo interno, ha spiegato Taweer. Allo stesso tempo, però, hanno detto di non voler essere trasferiti in un altro centro di detenzione dal momento che temono che questo possa rallentare il loro viaggio verso un altro Paese.
L'Ufficio delle Nazioni Unite per gli Affari umanitari, l'Ocha, ha riferito che 53 persone sono morte e altre 130 sono rimaste ferite nel centro di detenzione colpito da due raid aerei.