Un neonato e una donna incinta: il mare restituisce altre vittime della strage dei migranti in Tunisia

Lo ha dichiarato la Mezzaluna Rossa: il numero delle vittime del naufragio di una barca con 86 migranti a bordo sale a 15

I corpi coperti da un telo

I corpi coperti da un telo

globalist 8 luglio 2019
Come riporta Arab News, la Mezzaluna Rossa in Tunisia ha dichiarato che in seguito al naufragio di un gommone carico di migranti, altri tre corpi sono stati recuperati sulla spiaggia, incluso quello di una donna incinta e di un neonato.
Mongi Slim, il responsabile di Mezzaluna Rossa, ha quindi dichiarato: "il numero dei cadaveri sale quindi a 15". 
I corpi sono stati recuperati nella costa dell'isola di Djerba, nel sud della Tunisia, mentre altri dodici corpi sono stati recuperati dalla Guardia Costiera ancora in mare. 
C'è anche il cadavere di un'altra donna, trovato però nella spiaggia della città di Zarzis, che fa salire il numero dei ritrovamenti a 16. 
Su quella barca, ha spiegato un sopravvissuto al naufragio, un uomo del Mali, c'erano 86 persone: "le persone erano terrorizzate quando la nave ha cominciato a imbarcare acqua, alcuni di loro sono caduti in acqua". 
Secondo le ricostruzioni della Mezzaluna Rossa, il barcone era partito da Zuwara, a ovest di Tripoli, in Libia, ed era diretto in Italia.