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Olimpiadi, il rammarico del Piemonte: se non fosse stato per Appendino avremmo festeggiato anche noi

Il Presidente del Piemonte infuriato per non aver partecipato alla corsa per l'Olimpiade e torna all'attacco: "Mettiamo a disposizione i nostri impianti"

Alberto Cirio
Alberto Cirio

globalist

25 Giugno 2019 - 13.00


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E’ arrabbiato Alberto Cirio, presidente del Piemonte, per l’esclusione della sua regione dall’Olimpiade invernale del 2026. In un’intervista a La Stampa si mostra in parte arrabbiato per la gestione della corsa ai Giochi, in parte deluso:

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“Avremmo potuto e dovuto essere a Losanna a festeggiare. La nostra presenza, con l’eredità del 2006, avrebbe dato più forza alla candidatura italiana e invece eccoci qua: loro festeggiano, noi siamo davanti alla tv. Fa rabbia”.

L’esclusione dall’Olimpiade di Milano e Cortina è colpa, secondo Cirio, in particolare del sindaco Appendino:

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“Non le ha volute: ha abbandonato un progetto che avrebbe garantito opportunità al territorio. Credo abbia avuto un atteggiamento pregiudiziale. […] Ancora oggi si dice disponibile a prestare gli impianti, purché non debba sedersi al tavolo e fornire garanzie o un impegno economico. Io invece a quel tavolo vorrei esserci”.

Fuori tempo massimo? Il presidente del Piemonte è convinto di no:

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“Scriverò per dire che noi ci siamo. Torino e le sue montagne custodiscono un patrimonio di infrastrutture sportive che vale più di mezzo miliardo e credo offra all’Italia un’opportunità unica: ridurre i costi e l’impatto ambientale, dare un esempio di valorizzazione e riuso di strutture che hanno solo 13 anni”.

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