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Michelle Bachelet va in Venezuela e chiede il rilascio degli oppositori politici

L'alto commissario per i diritti umani ha ottenuto che l'Unhcr operi nel paese per monitorare il rispetto dei diritti. Invial al dialogo tra Guaido e Maduro

Michelle Bachelet va in Venezuela e chiede il rilascio degli oppositori politici

globalist

22 Giugno 2019 - 17.40


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In Italia ha subito insulti e contumelie per aver osato criticare il criticabilissimo decreto sicurezza che spinge l’Italia all’estrema destra, sempre più vicino alla Turchia di Erdogan che alle democrazie consolidate.
Ma l’alta dirigente dell’Unhcr lavora in tutto il mondo, senza fermarsi alla polemiche: Michelle Bachelet, Alto Commissario per i Diritti Umani dell’Onu è riuscita a portare a termine la sua visita di tre giorni in un Venezuela in fiamme, immerso in una grave crisi politica, economica, sociale ed umanitaria a ottenere grossi risultati.
Soprattutto ha avuto un atteggiamento discreto ed equilibrato, incontrando il contestato presidente Nicolas Maduro, che mantiene le redini del potere, e dando voce alla sofferenza delle vittime, e dei famigliari, causate dal braccio di ferro con il presidente dell’Assemblea nazionale (An, opposizione), autoproclamatosi cinque mesi fa in piazza presidente ad interim, Juan Guaido.
Rivolgendosi ai giornalisti prima di lasciare Caracas dall’aeroporto Maiquetia, la Bachelet ha annunciato che un ufficio dell’Alto Commissariato funzionerà da subito per “fornire assistenza e consulenza tecnica” e “continuare a monitorare la situazione dei diritti umani nel Paese”. “Abbiamo potuto anche raggiungere con il governo un accordo – ha aggiunto – per realizzare una valutazione della Commissione nazionale per la prevenzione della tortura e per determinare i principali ostacoli per l’accesso alla giustizia in Venezuela”.
Leggendo la sua dichiarazione la ex capo dello Stato cilena non ha nascosto la sua commozione, ricordando le testimonianze delle vittime e il loro desiderio per ottenere giustizia di fronte a gravi violazioni dei diritti umani”. E’ per questo che ha chiesto al governo di “liberare tutte le persone che sono detenute o private della libertà per aver esercitato i loro diritti civili e politici in modo pacifico”.
Sull’altro piatto della bilancia Bachelet ha confermato di aver incontrato tutti i responsabili del governo e delle istituzioni dello Stato, a cui ha chiesto di agire per affrontare “la situazione umanitaria che si è deteriorata in modo straordinario”, mentre quella “sanitaria continua ad essere estremamente critica”.
Ma ha anche dichiarato anche di essere “preoccupata perché le sanzioni imposte quest’anno dagli Usa su esportazioni di petrolio e commercio dell’oro venezuelani stanno esacerbando ed aggravando la preesistente crisi economica”. Per queste ragioni ha rivolto un vibrante appello alle parti affinché “partecipino costruttivamente al dialogo facilitato dalla Norvegia (a Oslo) e a qualsiasi altro sforzo per tentare di affrontare l’attuale situazione politica in Venezuela”

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