Ha definito un gay 'una bambina': Bolsonaro rischia un processo per omofobia

L'estremista di destra se l'è presa con Jean Willys, il primo deputato gay eletto nel paese sudamericano, e il giornalista americano Glenn Greenwald, editore del sito news The Intercept

Bolsonaro con i militari brasiliani

Bolsonaro con i militari brasiliani

globalist 21 giugno 2019
Dispiace per il popolo brasiliano che si è fatto abbindolare fa un fascista nostalgico della dittatura militare: il presidente brasiliano Jair Bolsonaro potrebbe essere processato per omofobia, a causa di commenti che ha fatto in pubblico su Jean Willys -il primo deputato gay eletto nel paese sudamericano, autoesiliatosi in Germania- e il giornalista americano Glenn Greenwald, editore del sito news The Intercept.
Lo ha detto l'avvocato Paulo Iotti. Il legale, che ha promosso la causa in base alla quale il Supremo Tribunale Federale (Stf) ha dichiarato che l'omofobia deve essere considerata un delitto equivalente alla discriminazione razziale, ha ricordato parole dette da Bolsonaro durante un incontro con la stampa nella base aerea di Guaratingueta' (San Paolo), mercoledì scorso. In quell'incontro il presidente si è riferito a Willys definendolo "quella bambina" e ha fatto menzione di "una coppietta" che sarebbe responsabile di "una trama" per compromettere il suo governo.
I media locali hanno interpretato queste parole come un riferimento a Greenwald e il suo partner, David Miranda, che occupa ora il seggio di Willys, essendo suo supplente nella lista del Partito Socialismo e Libertà (Psol, sinistra), nonché alle intercettazioni di messaggi del ministro della Giustizia, Sergio Moro, che The Intecept sta pubblicando da oltre una settimana.
Secondo Iotti, queste dichiarazioni dimostrano che Bolsonaro "nega la mascolinità di un uomo gay, come se fosse meno uomo di uno etero, al descriverlo come una bambina", e anche se "ovviamente negherà aver voluto offendere o aggredire" resta il fatto che "con le sue parole ha attaccato Willys, Greenwald e Miranda, esprimendo disprezzo per la mascolinità degli uomini gay".