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Sea Watch, a donne e bambini concesso lo sbarco a Lampedusa

La nave da alcune ore 'pendola', facendo zig zag in attesa di ulteriori sviluppi. Proprio ieri il ministro dell'Interno Matteo Salvini ha firmato la direttiva che vieta alla Sea Watch l'ingresso in acque italiane.

Sea Watch
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globalist

17 Maggio 2019 - 07.19


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È giunta l’autorizzazione a far sbarcare nelle prossime ore a Lampedusa donne, bambini e famiglie che sono a bordo della Sea Watch 3. La nave si trovava da ore in fase di “pendola” ovvero si muoveva a zig zag al limite delle acque territoriali italiane. All’imbarcazione è stato vietato l’ingresso in seguito ad una direttiva firmata proprio dal Ministro dell’Interno Salvini. 
Ma la situazione sulla nave era preoccupante: “C’è una donna ustionata che ha bisogno di trattamenti” ha scritto su twitter la ong. “Molti sono a rischio disidratazione e i bambini sono traumatizzati dalla permanenza nelle prigioni libiche e rischiano ulteriori danni psicologici”.
La Sea Watch 3, che ha soccorso 65 migranti a largo delle coste libiche, era stata diffidata dalla Guardia di Finanza e dalla Capitaneria di porto dal fare ingresso in acque italiane. E Matteo Salvini chiude i porti perché, dice, “non sono soccorritori ma scafisti”.

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Su Twitter la Sea Watch spiega: “Tra le 65 persone soccorse ieri da Sea Watch ci sono 7 bambini di cui 2 sotto i 6 mesi. Il nostro team medico a bordo riporta casi di ustioni gravi dovuti alla miscela di carburante e acqua del mare. I naufraghi, dopo oltre 24h dal soccorso, hanno bisogno di un ora”

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Matteo Salvini ribadisce la linea dei porti chiusi: “Erano prima in acque libiche e poi in acque maltesi, ma mettendo a rischio la vita degli immigrati a bordo vogliono a tutti i costi arrivare in Italia. Questi non sono soccorritori ma scafisti e come tali verranno trattati. Per i trafficanti di esseri umani i porti italiani sono e rimangono chiusi”

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