Brexit, falliscono le trattative con la May e il Labour apre a un nuovo referendum

Jeremy Corbyn: "Il governo non ha cambiato fondamentalmente la sua visione"

Theresa May e Jeremy Corbyn

Theresa May e Jeremy Corbyn

globalist 17 maggio 2019
I negoziati sulla Brexit fra Tory e Labour si chiudono senza un accordo. Lo annuncia il leader laburista Jeremy Corbyn in una lettera alla premier Theresa May nella quale scrive che dopo sei settimane di colloqui si e' arrivati "fin dove si poteva", aggiungendo tuttavia come sia "ormai chiaro che non siamo stati in grado di costruire un ponte fra le nostre importanti differenze politiche", malgrado "i compromessi" individuati in "alcune aree".
I laburisti chiudono il capitolo negoziale all'indomani delle indiscrezioni sulla promessa fatta ieri da May a Graham Brady, presidente del comitato 1922, di lasciare la guida del governo entro la fine di giugno.
Theresa May ha annunciato di volere un nuovo voto a Westminster, il 3 giugno, per tentare di fare approvare l’accordo sulla Brexit stipulato con Bruxelles.
Laburisti non escludono secondo referendum
Il partito laburista britannico non esclude la possibilità di appoggiare un secondo referendum sulla Brexit, dopo il fallimento dei negoziati con il governo Tory di Theresa May su un accordo di compromesso, ma non come rivincita rispetto al 2016, bensì solo come ultima chance per evitare un eventuale rischio di uscita senz'accordo (no deal) dall'Ue. Lo ha detto Jeremy Corbyn in un discorso a Londra, dopo aver confermato di aver "scritto al Primo Ministro per dire che i negoziati (Tory-Labour) hanno raggiunto quella che io credo sia la loro naturale conclusione".
"Il governo non ha cambiato fondamentalmente la sua visione", ha spiegato il leader laburista, aggiungendo, quanto all'ipotesi di un nuovo referendum, che nel caso non dovrebbe essere "un referendum sui termini del 2016, ma un referendum per prevenire un no deal: un'uscita catastrofica dall'Unione Europea".