Save the Children, un secolo dalla parte dei più piccoli: 420 milioni di bimbi vivono in guerra

Mattarella: "Cento anni fa si è deciso di contrapporre alla guerra una svolta di umanità. Questo è quello che fa Save the Children e per questo dico grazie"

Save the Children, un secolo dalla parte dei più piccoli: 420 milioni di bimbi vivono in guerra

Save the Children, un secolo dalla parte dei più piccoli: 420 milioni di bimbi vivono in guerra

globalist 13 maggio 2019
Un minore su 5, pari a 420 milioni di bambine e bambini (il doppio dalla fine della Guerra Fredda) vive attualmente in aree di conflitto, un numero in crescita di 30 milioni rispetto al 2016, sempre più esposto a violazioni dei propri diritti, tra i quali i continui attacchi contro le scuole. Solo nel 2017 sono stati bombardati oltre 1400 edifici scolastici: nelle aree di conflitto, l'istruzione è uno dei principali diritti negati all'infanzia e sono 27 milioni i bambini sfollati a causa delle guerre a non avere più accesso all'educazione.
Lo sostiene Save The Children, nel suo nuovo dossier, che in occasione del suo centenario lancia la campagna "Stop alla guerra sui bambini" ed ha organizzato oggi al Maxxi di Roma un evento, al quale ha partecipato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dal titolo "Tutti giù per terra" per consentire di far vivere l'esperienza di un bambino che va a scuola nelle zone di guerra.   
Mattarella: "Grazie per il vostro lavoro" "Cento anni fa grazie all'iniziativa di Eglantyne Jebb con la fondazione di Save the Children si è deciso di contrapporre alla guerra una svolta di umanità. Tutti rammentiamo l'immagine di quel bambino siriano in ospedale dopo il bombardamento della sua abitazione. Occorre che la commozione e la sollecitazione che questo determina non sia effimera e non si dimentichi in poco tempo, senza risultati concreti e permanenti. Questo è quello che fa Save the Children e per questo dico grazie". Queste le parole del presidente della Repubblica Mattarella durante la celebrazione per il centenario di Save the Children.
Nel 2017 sono oltre 10mila i bambini che sono rimasti uccisi o mutilati a causa di bombardamenti, mentre si stima che almeno 100mila neonati perdano la vita ogni anno per cause dirette e indirette delle guerre, come malattie e malnutrizione. 
Nel solo 2017 si sono registrati oltre 1400 episodi di bombe sulle scuole. In Yemen, su un totale di 16.000 scuole, alla fine del 2017 almeno 256 scuole sono state totalmente distrutte a causa di bombardamenti aerei, 1.413 sono state parzialmente danneggiate e 686 sono state utilizzate come abitazione dalle migliaia di persone sfollate. Nel Paese sono più di 2 milioni i bambini fuori dal sistema educativo e due terzi degli insegnanti non ha ricevuto uno stipendio regolare negli ultimi 2 anni.     
Un dato non dissimile da quello della Siria, dove 2,1 milioni i bambini sono fuori dal sistema scolastico, deprivati delle loro competenze primarie e di un ambiente sicuro e protetto. Stessa sorte per paesi in cui i conflitti non sono contraddistinti dai bombardamenti ma dai gruppi armati, che colpiscono le scuole: in Sud Sudan, il 30% delle scuole è stato danneggiato, distrutto, occupato o costretto alla chiusura lasciando 2,2 milioni di bambini fuori dal sistema scolastico; nella Repubblica Democratica del Congo, in un conflitto lungo più di 20 anni, 1,9 milioni di bambini e bambine in età scolare non va più a scuola a causa del conflitto.