Tripoli, cronache dall'inferno: 278 morti, mancano acqua, cibo e medicinali

Lo scrive l'Unhcr, l'agenzia Onu per i rifugiati di guerra: la battaglia infuria nei quartieri sud della città, la popolazione è costretta ad abbandonare le proprie case

Battaglia a Tripoli

Battaglia a Tripoli

globalist 30 aprile 2019
I quartieri meridionali della città di Tripoli sono ormai una zona di guerra civile tra le truppe del governo di al-Sarraj e le milizie del generale Haftar: migliaia di uomini, donne e bambini sono stati costretti ad abbandonare questi quartieri e a rifugiarsi nelle zone periferiche della città, anche se non c'è maniera di scampare ai bombardamenti indiscriminati e le fitte sparatorie che continuano a uccidere civili: si conta che ad oggi sono 278 i morti tra i cittadini, con 1332 feriti. 
L'Unhcr, l'ufficio Onu per le migrazioni, scrive che nelle aree maggiormente colpite dal conflitto vi è un sentimento crescente di disperazione: le persone hanno paura di abbandonare le proprie case, le scorte d'acqua stanno finendo, il carburante è agli sgoccioli e altri generi di prima necessità come cibo e medicinali stanno diventando introvabili. 
L'Unhcr ha predisposto aiuti e protezione per rifugiati e migranti ma soprattutto per i cittadini di Tripoli: il Ministero della Salute ha messo a disposizione farmaci e attrezzature mediche.