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Spari sui migranti indifesi: il video che mostra gli orrori della guerra in Libia

Un video diffuso da Medici senza Frontiere mostra molti migranti feriti da quelle che l'organizzazione ha riconosciuto come colpi di arma da fuoco

Un frame del video
Un frame del video

globalist

26 Aprile 2019 - 16.06


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Sono due settimane che Medici Senza Frontiere, insieme ad altre organizzazioni sanitarie, denunciano la condizione di pericolo di circa 3000 migranti e rifugiati che sono intrappolati nei centri di detenzione in Libia dove impazza la guerra civile, sebbene Salvini sostenga che non ci sia nessuna guerra.
Lo scorso 23 aprile sono state diffuse notizie di un violento attacco nel centro di detenzione di Qasr Bin Gashir, in cui sono chiusi oltre 700 uomini, donne e bambini disarmati. Non si sono potute avere notizie più precise sulle condizioni dei migranti e su quello che è accaduto sul serio, molte sono state le agenzie internazionali che hanno fornito informazioni tra loro divergenti sulla notizia. Le testimonianze che si ripetono più spesso danno per certi alcuni morti e dodici feriti. 
Alcuni foto e video analizzati da Medici Senza Frontiere confermano che le ferite che si vedono sono compatibili con colpi di arma da fuoco. 
Msf scrive sul suo sito che “Il 24 e il 25 aprile sono stati effettuati dei trasferimenti d’urgenza e la popolazione di Qasr Bin Gashir si trova ora al centro di detenzione di Zawiya. Durante una missione medica per rispondere all’attacco, MSF ha trasferito 30 persone, tra cui 12 bambini, fuori dall’area colpita, mentre il resto della popolazione del centro è stata trasferita da altre agenzie umanitarie. Sebbene non siano più in prossimità dei combattimenti, queste persone si trovano ancora in condizioni pericolose e degradanti, mentre le mutevoli dinamiche del conflitto continuano a rappresentare un rischio per tutte le persone bloccate nei centri di detenzione nell’area di Tripoli”. Si esprime inoltre un’enorme preoccupazione “per tutti i civili coinvolti nei combattimenti mentre attacchi e bombardamenti pesanti e indiscriminati continuano a colpire aree densamente abitate di Tripoli. Da quando sono scoppiati i combattimenti, l’Oms ha registrato 296 morti, tra cui 21 civili, e 1.441 feriti. Più di 35.000 persone sono state costrette a lasciare le loro case secondo l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni”. 

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