Sri Lanka, terroristi islamici dietro gli attentati, gli 007 avevano avvertito

Il bilancio è di 290 morti e 400 feriti. I servizi di intelligence stranieri avevano segnalato rischi legati al gruppo radicale islamico National Thowheeth Jamàath (Ntj)

La stage nello Sri Lanka

La stage nello Sri Lanka

globalist 22 aprile 2019

La pista è quella del terrorismo islamico. Ed era stato previsto che un attentato dei fondamentalisti: gli attacchi a chiese e hotel in Sri Lanka, che hanno portato ad almeno 290 morti e oltre 400 feriti nel giorno di Pasqua, forse potevano essere evitati.


La polizia locale, infatti, ha fatto sapere che le indagini sugli attentati esamineranno i rapporti secondo i quali l'intelligence avrebbe fallito nel rilevare o mettere in guardia preventivamente contro possibili attacchi suicidi. Solo 10 giorni fa era arrivato un allarme per il rischio di attentati kamikaze contro "chiese importanti".
Sono stati due ministri del governo cingalese a menzionare i fallimenti dell'intelligence. Il portavoce della polizia Ruwan Gunasekara ha dichiarato che il Dipartimento d'investigazione criminale sta indagando sulle esplosioni ed esaminerà i rapporti.
L'ufficiale Pujuth Jayasundara, invece, è l'agente che aveva segnalato la minaccia di possibili attacchi dopo aver ricevuto un allarme da un servizio di intelligence straniero.
I servizi di intelligence stranieri avevano segnalato rischi legati al gruppo radicale islamico National Thowheeth Jamàath (Ntj), noto dall'anno scorso, quando era stato collegato ad una serie di atti vandalici contro simboli buddisti. A quanto pare, però, l'allerta lanciata dal capo della polizia è stata del tutto ignorata, con i terroristi che hanno avuto tutto il tempo di organizzarsi e di colpire nel giorno di Pasqua nelle chiese e negli hotel pieni di turisti stranieri.