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Alan Kurdi, interviene l'Onu: "preoccupati per la violazione dei diritti umani"

Osumah, 23 anni,questo il nome della donna nigeriana, è stata subito portata via in barella a bordo di una motovedetta maltese mentre il marito è stato costretto a rimanere a bordo.

Alcune donne sull'Alan Kurdi
Alcune donne sull'Alan Kurdi

globalist

11 Aprile 2019 - 09.55


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Sulla Alan Kurdi si è espresso anche l’Unhcr insieme all’Unicef esprimendo una grave preoccupazione per la situazione dei 62 migranti a bordo soccorsi lo scorso 3 aprile. 
“Dalla nave – che si trova attualmente al largo di Malta – sono state fatte scendere negli ultimi tre giorni due donne. Una di loro – che è in stato di gravidanza e il cui marito sarebbe rimasto sulla nave – oggi ha avuto una crisi epilettica – ricordano Oim, Unhcr e Unicef -. La situazione è resa difficile dalla lunga permanenza delle persone a bordo e dalle condizioni metereologiche. Inoltre tutti i migranti e rifugiati che sono partiti dalla Libia hanno già sofferto gravi violazioni dei diritti umani”.
Le Agenzie ribadiscono “l’assoluta priorità di salvare vite umane in mare e assicurare un luogo di sbarco sicuro e tempestivo. La situazione in Libia rende assolutamente necessario stabilire meccanismi di sbarco in paesi sicuri che siano prevedibili ed in linea con tutte le convenzioni internazionali, che non consentono di ritenere la Libia un porto sicuro”.
Osumah, 23 anni,questo il nome della donna nigeriana, è stata subito portata via in barella a bordo di una motovedetta maltese mentre il marito è stato costretto a rimanere a bordo. Lo racconta su Repubblica.it Alessandra Ziniti. “Possiamo solo sperare che Osumah possa presto stare meglio, qui a bordo non potevamo più aiutarla”, dice Werner Czerwinski, il capitano della nave che non nasconde di essere ormai in una situazione difficile da gestire. “Le persone vengono da me e mi chiedono quanto tempo dovranno restare a bordo e perché ci vuole così tanto tempo. Hanno davvero paura della prossima fase di maltempo. Molti di loro hanno avuto il mal di mare e si sono ripresi solo lentamente. Hanno visto che due donne sono crollate e hanno dovuto essere evacuate. Questa non è una condizione adeguata per persone che hanno vissuto esperienze così terribili e non è una condizione adeguata nemmeno per il mio equipaggio”.
La Sea eye torna dunque a lanciare un appello affinché la Alan Kurdi ottenga un porto sicuro, ma le trattative che il governo tedesco ha affidato alla Commissione europea per raggiungere un accordo per la redistribuzione dei migranti vanno molto a rilento. “La Commissione – informa la Ong – non ha ancora ottenuto risultati concreti. Dobbiamo porre fine a tutto ciò. Non è possibile che una persona dopo l’altra debba star male per potere finalmente lasciare la nave”, dice Gorden Isler, presidente di Sea eye.

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