Sarà Brexit a fine del 2019. E la May invece quanto durerà?

Nel documento approvato però non c'è la data di estensione massima, poiché è una decisione che dovranno prendere i leader domani. 

Theresa May

Theresa May

globalist 10 aprile 2019

Sulla Brexit si naviga a vista, se non proprio alla cieca, con l'unico obiettivo immediato di allontanare lo spettro di un divorzio no deal e i disastri che potrebbero derivarne per l'economia del continente, oltre che per quella britannica.
E l'incertezza si riflette persino sulla data della prossima proroga: che Theresa May chiede - con il placet d'un Parlamento di cui è ormai ostaggio - non oltre il 30 giugno; Angela Merkel e diversi altri leader dei 27 sarebbero pronti a allungare nel 2020 inoltrato; e il Consiglio europeo potrebbe concedere sino a fine 2019, a patto che l'isola partecipi alle euroelezioni di maggio. Ma che alla fine potrebbe ridursi soltanto a un secondo mini slittamento, dal 12 aprile al primo giugno, di fronte a scenari che continuano a non offrire alcuna garanzia chiara sugli orizzonti futuri del Regno Unito e a una sua mancata convocazione delle urne.


La Camera dei Comuni ha approvato con 420 sì e 110 no la mozione presentata dal governo di Theresa May a sostegno della richiesta che la premier Tory formalizzerà oggi al vertice Ue per una proroga flessibile della Brexit limitata per ora al massimo al 30 giugno. L'approvazione era scontata, tenuto conto che non erano stati ammessi emendamenti. Contrari in numero significativo solo i falchi conservatori ribelli che contestano qualunque ipotesi di rinvio e vorrebbero un divorzio no deal alla scadenza del 12 aprile.


In risposta alla richiesta della premier britannica Theresa May, "il Consiglio europeo concorda una proroga per permettere la ratifica dell'Accordo" di divorzio. Si legge nella bozza di conclusioni del vertice straordinario sulla Brexit, di cui l'ANSA ha preso visione. "Se l'accordo viene ratificato prima della data", la separazione "avverrà il primo giorno del mese successivo", prosegue il testo.
Nel documento però non c'è la data di estensione massima, poiché è una decisione che dovranno prendere i leader domani. 


Il Consiglio europeo sottolinea nella boizza  che l'estensione non dovrà "minare il regolare funzionamento" delle sue istituzioni. "Se il Regno Unito sarà ancora un membro dell'Ue il 23 e 26 maggio 2019 e se l'Accordo di recesso non sarà stato ratificato entro il 22 maggio, dovrà organizzare le elezioni per il Parlamento europeo, secondo la legge dell'Ue. Se il Regno Unito non assolve al suo obbligo" il divorzio avverrà l'1 giugno 2019"