La proroga lunga della Brexit "comporterà rischi per la Ue". L'Unione è stufa di aspettare

Così il capo negoziatore dell'Ue Michel Barnier, che tra le possibili motivazioni indica "un nuovo referendum, elezioni anticipate o la necessità per Westminster di studiare di nuovo nel dettaglio la Dichiarazione politica"

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globalist 2 aprile 2019
Una proroga lunga della Brexit "comporterà rischi significativi per l'Unione e perciò" Londra dovra' dare ai 27 "una giustificazione forte" per ottenerla.
Così il capo negoziatore dell'Ue Michel Barnier, che tra le possibili motivazioni indica "un nuovo referendum, elezioni anticipate o la necessità per Westminster di studiare di nuovo nel dettaglio la Dichiarazione politica". Barnier ha spiegato che numerose imprese dell'Ue hanno gia' messo in guardia su eventuali costi di un prolungamento dello stato di incertezza, e che un posticipo di lunga durata "potrebbe mettere a rischio l'autonomia decisionale dell'Unione".
Anche nel caso di una proroga lunga della Brexit "non saranno riaperti i negoziati sull'accordo di divorzio, mai", avverte il capo negoziatore dell'Ue Michel Barnier intervenendo al think tank Epc, a Bruxelles. Ma Barnier ribadisce anche che "non ci saranno negoziati sulle relazioni future" fino a quando il Regno Unito resta sotto il profilo legale uno Stato membro.
Cosa è successo nelle ultime ore:

La mossa della disperazione di Theresa May, a dieci giorni dalla possibile uscita, è stata quella di convocare i suoi ministri a Downing Street per decidere cosa fare. Una riunione maratona in cui la premier potrà vagliare quattro opzioni: "Soft Brexit", un'uscita più morbida rispetto all'idea principale, "no deal" e uscire senza accordo, nuove elezioni o un secondo referendum.


Intanto i ministri si sono visti recapitare una lettera di Mark Sedwill, il Cabinet Secretary del governo, con lo scenario da incubo in caso di 'no deal'. Un'uscita senza un accordo con Bruxelles, secondo Sedwill, che è l'uomo ai vertici dell'amministrazione pubblica britannica, avrebbe conseguenze a vasto raggio in tutti i settori, dall'economia alla sicurezza: prezzi dei prodotti alimentari aumentati del 10%, polizia e forze di sicurezza in difficoltà, in tilt alcune aziende che commerciano con l'Ue, governo pressato per salvare le imprese dal baratro, recessione e deprezzamento della sterlina peggio che nella crisi del 2008, sistema giudiziario messo sotto pressione.