Strage fascista di Christchurch denuncia il carcere: "Mi vietano incontri e telefonate"

Brenton Tarrant ha ucciso 50 persone alla moschea di Al Noor e trasmesso l'assalto in diretta su Facebook

Brenton Tarrant

Brenton Tarrant

globalist 31 marzo 2019
Lo aveva fatto anche Breivic: condanna a morte senza appello per gli altri, la pretesa dei diritti civili per lui: il terrorista fascista autore del massacro che ha ucciso 50 persone nella città di Christchurch ha presentato una denuncia sabato sulle condizioni della prigione, come confermato dalle autorità neozelandesi a diversi media locali.
Il suprematista bianco si è lamentato dicendo che gli sono state negate visite e telefonate. "Viene trattato secondo le disposizioni della legge sull'amministrazione penitenziaria del 2004 che regola il trattamento dei detenuti", ha detto un portavoce del Dipartimento delle istituzioni penitenziarie. "Al momento non ha accesso a televisione, radio, giornali o visite", ha precisato.
Brenton Tarrant, di 28 anni e nato in Australia, aveva precedentemente pubblicato su un sito web un manifesto in cui si descriveva e spiegava i motivi razzisti e xenofobi dell'attacco. "Sono solo un uomo bianco comune, di una famiglia normale che ha deciso di prendere posizione per garantire il futuro della sua gente", affermava Tarrant nel manifesto.
Il giovane identificato come Tarrant ha trasmesso dal vivo 17 minuti dell'attacco da quando è arrivato in auto alla moschea di Al Noor.
Nel video si può vedere un grande arsenale di armi all'interno del veicolo e delle bombole del gas. Nelle immagini trasmesse in diretta dall'attacco, si osserva come lascia la moschea vicino alla porta principale e va in strada sparando a diverse persone a caso fino a raggiungere il suo veicolo. La giustizia neozelandese ha ordinato la detenzione preventiva fino al prossimo aprile, quando il caso andrà alla Corte Superiore di Christchurch.