Dopo Bolsonaro anche il governatore di Rio elogia la dittatura militare fascista

Nel 1964 i militari rovesciarono il governo eletto per instaurare un regime durato 21 anni, Wilson Witzel ha negato si sia trattato di un colpo di stato

Bolsonaro e Wilson Witzel in un manifestoi elettorale

Bolsonaro e Wilson Witzel in un manifestoi elettorale

globalist 27 marzo 2019

Un’ondata fascista e revisionista: dopo il presidente del Brasile, Jair Bolsonaro, anche il governatore dello Stato di Rio de Janeiro, Wilson Witzel, ha detto che il golpe del 31 marzo 1964 - che diede inizio a 21 anni di regime militare - non è stato un colpo di Stato.
"Non c’è stato un golpe in Brasile. Quelle che invece ci sono state sono azioni del popolo, in reazione ad altre azioni che in quel momento non erano positive per il popolo", ha detto Witzel, ex giudice federale ed eletto come candidato del Partito Social Liberale (Psl) di Bolsonaro.
Secondo il governatore di Rio, "se non ci fosse stato un regime militare avremmo avuto un regime comunista, ma il popolo scelse di dire no al comunismo".
Bolsonaro ha disposto che il prossimo 31 marzo, 55mo anniversario del golpe che depose il governo democraticamente eletto di Joao Goulart, si legga un testo di commemorazione dell'avvenimento nelle caserme del paese, un'iniziativa che ha causato indignazioni in gran parte della società brasiliana e una dura reazione della Procura federale.


In una nota ufficiale, la Procura ha dichiarato che "celebrare la dittatura significa celebrare un regime incostituzionale, responsabile di gravi violazioni dei diritti umani" e qualsiasi celebrazione che possa costituire "una apologia delle pratiche di atrocità di massa" deve "essere respinta socialmente e politicamente" e potrebbe perfino essere visto come "un attentato contro i principi basilari dell'amministrazione pubblica" e dunque "un atto di irregolarità amministrativa".