L'Australia minaccia i giganti di Internet: pene detentive se non rimuovono i video estremisti

Il primo ministro Scott Morrison ha avvertito i dirigenti australiani di Facebook, Google e Twitter: se l'impegno non sarà serio scatteranno anche misure detentive

Scott Morrison

Scott Morrison

globalist 26 marzo 2019

Se i dirigenti di Facebook, Google e Twitter e altre compagnie di social media non rimuoveranno i contenuti estremisti violenti, allora saranno passabili di pene detentive. L'Australia non farà sconti, parola di Scott Morrison, il primo ministro, che ha avvertito i dirigenti delle grandi aziende in un vertice a Brisbane dedicato proprio al ruolo che ha avuto la tecnologia nell'attacco alle moschee a Christchurch, nella vicina Nuova Zelanda, dove 50 persone sono morte in diretta streaming. 
Morrison, che era affiancato dai ministri delle Comunicazioni Mitch Fifield, degli Interni Peter Dutton e dal Procuratore Generale Christian Porter, ha prospettato pene severe per le compagnie di social media che non introducono volontariamente cambiamenti drastici per frenare la diffusione di materiale estremista nei loro servizi.


"Dobbiamo prevenire che le piattaforme di social media siano trasformate in armi con contenuto terroristico", ha detto Morrison. "Se le compagnie di social media mancano di dimostrare la volontà di istituire immediatamente misure per prevenire l'uso delle loro piattaforme come quello che è stato filmato e condiviso dal perpetratore della terribile strage a Christchurch, pagheranno le conseguenze".


In aggiunta alle pene per le compagnie, i dirigenti di base in Australia saranno considerati personalmente responsabili e passibili di pene severe, anche detentive, ha precisato il primo ministro.


Al vertice le compagnie erano rappresentate dai dirigenti che affronterebbero le pene severe secondo il proposto giro di vite. Nella delegazione di Facebook l'ex funzionario della Casa Bianca Nathaniel Gleicher, responsabile della cybersicurezza e l'esperto di controterrorismo Gullnaz Baig, mentre per Twitter il capo della public policy globale Colin Crowell con diversi esponenti delle sue squadre regionali.


Il video origina su Facebook girato e diffuso dal 28/enne australiano Brenton Tarrant secondo le stime è rimato online per circa un'ora e visto 4000 volte prima di essere rimosso. Durante questo tempo è stato copiato e diffuso attraverso l'internet, tra cui altri 1,5 milioni di tentati upload nelle prime 24 ore.