I democratici non ci stanno e chiedono di leggere il documento che scagiona Trump

È scontro tra Nancy Pelosi, Chuck Shumer e il ministro William Barr che ha pubblicato solo stralci del dossier. "Barr non è un osservatore neutrale" dicono e chiedono di leggere l'intero report presentato dal procuratore Mueller

Nancy Pelosi e Donald Trump

Nancy Pelosi e Donald Trump

globalist 25 marzo 2019
Robert Mueller gela i democratici, un po' come la vittoria di Donald Trump su Hillary Clinton aveva gelato l'America nel 2016.
E ora il timore è che sfuggano di mano anche le elezioni del 2020, con il presidente che parte come l'uomo da battere pronto a giocarsi la carta delle 'bugie' dei democratici portate avanti per due anni.
Non va meglio ai media americani, i più forti critici del presidente.

I Democratici insorgono, Nancy Pelosi e Chuck Shumer attaccano il ministro William Barr che ha pubblicato solo stralci del Dossier: "Barr non è un osservatore neutrale" dicono, aggiungendo la richiesta dell'intero rapporto del procuratore speciale al Congresso in modo da valutare quanto presente nel report.


Dopo due anni passati ad accusare il tycoon di aver colluso con la Russia e aver ostacolato la giustizia con il licenziamento di James Comey dall'Fbi, i democratici sono sotto shock anche se non intendono mollare la presa.
Dopo la delusione avuta dal rapporto del procuratore speciale, il partito si impegna ad andare avanti con le indagini già avviate alla Camera, puntando però tutto sulla procura di New York.
Le autorità della Grande Mela, rinomate per essere fra le più dure del paese, stanno infatti indagando su Trump su diversi fronti, dalla Trump Organization alla sua fondazione.


Le conclusioni di Mueller sono viste dai democratici solo come l'inizio di una nuova battaglia: il prossimo passo è ottenere tutto il dossier, inclusi i documenti allegati, per una valutazione obiettiva e non attraverso la lente del ministro della Giustizia. William Barr, insieme al vice ministro Rod Rosenstein, ha curato il 'riassunto' dell'inchiesta inviato al Congresso, senza il coinvolgimento di Mueller.
E proprio su questo i democratici vogliono dare battaglia.
Ma la strada è in salita: è vero che Barr è stato nominato da Trump, ma è anche vero che è amico di vecchia data di Mueller. Rosenstein inoltre è colui che ha nominato Mueller.
Quindi percorrere la via della loro accusa non si presenta così semplice.


Il rapporto del procuratore speciale è una doccia fredda anche per i media americani, tranne che per Fox, intenta a celebrare il 'no collusion day', e Breibart.
I volti su Cnn e Msnbc sono invece cupi, riflettendo in parte la delusione del popolo democratico che aveva riposto in Mueller le sue speranze.