Ventiduenne partecipa a "Miss Hitler": accusata di affiliazione con i neonazisti

Alice Cutter, inglese di 22 anni, una settimana dopo esser stata uccisa Jo Cox, ha partecipato al concorso di bellezza il cui scopo era in realtà reclutare donne nel gruppo di estrema destra. Ci sono altri tre imputati

Alice Cutter e il fidanzato Mark Jones

Alice Cutter e il fidanzato Mark Jones

globalist 21 marzo 2019

Il concorso di bellezza "Miss Hitler" era uno specchietto per arruolare nuove adepte in un gruppo neonazista britannico. Sarebbe una tecnica ricorrente adottata dal National Action, gruppo fuorilegge nel 2016 (dopo l'omicidio della Cox). 
Alice Cutter, una settimana dopo l'uccisione della deputata Jo Cox, avvenuta nel 2016, si è iscritta come partecipante attraverso un social network russo (VK) con lo pseudonimo di Miss Buchenwald. Ora è sotto processo con l'accusa di affiliazione ad un gruppo neonazista.




«Stiamo parlando di un gruppo che cerca di imitare l’ala paramilitare originale del partito nazista», ha spiegato il procuratore in aula, "che vuole esercitare terrore con la pistola, terrore con il coltello, terrore con il cappio, terrore con l'esposivo e terrore con la camera a gas". 
La ventiduenne inglese visitò il campo di concentramento di Buchenwald (a cui si ispira per il suo nickname), in Germania, e realizzò differenti selfie con il saluto nazista vicino ai forni crematori e dentro al museo commemorativo per le vittime della Shoah. 
Incriminato anche il fidanzato della Cutter. Mark Jones, 24 anni, vanta già dei precedenti: è stato arrestato ad un evento di supremazia bianca a Swansea nel marzo 2016 e multato per aver lanciato un bengala per strada. Il giovane secondo il procuratore è un attivista di estrema destra sin dalla sua adolescenza e fa parte dell’ala giovanile del British National Party. Insieme ai due, anche altri due giovani sono sotto processo con le stesse identiche accuse. 
Non sono molte le donne che si associano ai movimenti di estrema destra. Sul suo profilo social invitava le donne a «farsi avanti ed essere leonesse» e a «fare a pezzi le iene che ridevano di noi».
E ancora: «È così importante per me che ci sia un equilibrio tra il maschile e il maschile nel movimento. Le donne sono le figure più importanti quando si tratta di insegnare e far crescere le future generazioni».
Parole molto simili a quelle utilizzate dalle donne nei gruppi jihadisti.