La Nuova Zelanda è stata di parola: cambiata la legge e messe al bando le armi

La prima ministra Jacinda Ardern lo aveva annunciato a poche ore dalla strage di Christchurch ed è stata di parola: "La nostra storia è cambiata per sempre. Ora cambieranno anche le nostre leggi"

Jacinda Ardern

Jacinda Ardern

globalist 21 marzo 2019
La Nuova Zelanda ha deciso di mettere al bando tutti i tipi di arma semiautomatica e fucili d'assalto, dopo l'attacco a due moschee di Christchurch che ha provocato la morte di 50 persone: dopo giorni di indicrezioni in tal senso, lo ha annunciato ufficalmente il primo ministro Jacinda Ardern, spiegando che la nuova legislazione dovrebbe entrare in vigore molto rapidamente, probabilmente già entro l'11 aprile.
"La nostra storia è cambiata per sempre. Ora cambieranno anche le nostre leggi", ha detto Ardern.

"Sei giorni dopo questo attacco, annunciamo il divieto di vendita di tutte le armi semiautomatiche di tipo militare (MSSA) e dei fucili d'assalto in Nuova Zelanda", ha spiegato Ardern.
"Anche i componenti utilizzati per convertire queste armi in MSSA saranno messi al bando". E' "il prezzo da  pagare per garantire la sicurezza delle nostre comunità", ha spiegato.

Il capo del governo, si legge sulla Bbc, ha poi annunciato che sarà messo a punto un piano per consentire ai possessori di questo tipo di armi di riconsegnarle alle autorità.  
Alcuni cittadini hanno già rinunciato volontariamente ai loro fucili semiautomatici consegnandoli alle forze dell'ordine affinché siano distrutti.

Annullata anche la più importante fiera di armi. Gli organizzatori della più importante fiera delle armi in Nuova Zelanda, in programma dal 23 marzo, hanno deciso di cancellare la manifestazione "in segno di rispetto" per le vittime degli attacchi alle due moschee di Christchurch.
La Fiera militare di Kumeu da cinque anni si svolgeva a Auckland.

Identificate le 50 vittime. E' stata completata l'operazione di identificazione formale delle 50 vittime dell'attentato compiuto contro due moschee di Christchurch, in Nuova Zelanda.
A riferirne è stata l'emittente Radio New Zealand citando l'ispettore capo della polizia Mike Bush.
Le salme potranno ora essere riconsegnate alle famiglie.
Alle operazioni di identificazione hanno  preso parte oltre 120 persone, tra medici legali e agenti.