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Dove c'era la bandiera nera dell'Isis ora sventola la stella rossa dei curdo-siriani

L'account twitter ufficiale dell'Ypg avverte che la liberazione di Banghouz è cominciata, anche se ancora non si può parlare di sconfitta dello Stato islamico

La bandiera dei curdo siriani
La bandiera dei curdo siriani

globalist

21 Marzo 2019 - 22.09


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Al-Baghuz Fawqani. Siria sud-orientale. Dal 9 febbraio, le forze curdo siriane circondano questa cittadina polverosa di 10.000 abitanti, dove da mesi le ultime forze dell’Isis sono assediate, resistendo e lottando con la ferocia di un animale ferito e messo con le spalle al muro. 
Non è stato sconfitto senza difendersi, questo brandello dello Stato Islamico. Ha portato via tanti guerrieri con sè. Uno degli ultimi è stato Lorenzo Tekoser Orsetti, 33 anni, volontario italiano al fianco di chi ogni giorno combatte per respingere il Califfato Nero. Lorenzo è morto, insieme a tanti altri che credevano negli ideali di giustizia, libertà e uguaglianza. Tanti che, come avrebbe detto Orso, erano le gocce che hanno dato il via alla tempesta.
La tempesta, a Banghouz, è finita. L’Isis non è ancora sconfitto, avverte l’Ypg. Molti sono i suoi membri che stanno fuggendo, ancora pericolosi, ancora assetati di sangue. Ma nella città splende un sole caldo e soffia forte il vento che agitra il drappo della stella rossa, che sventola lì dove prima gettava la sua ombra la bandiera nera, ora un drappo smorto e inutile nelle mani di una guerriera che sorride, mentre pianta il suo stendardo, la bandiera di Orso, la stella di chi resiste e non si arrende davanti al terrore.

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