L'appello dell'Onu al Brasile: "si faccia piena luce sull'omicidio di Marielle Franco"

I due assassini dell'attivista sono stati arrestati lo scorso 13 marzo: sono due ex poliziotti

Marielle Franco

Marielle Franco

globalist 15 marzo 2019
Dall'Onu arriva un appello affinché si faccia piena luce sull'omicidio di Marielle Franco e perché la giustizia brasiliana si muova per condannare i due assassini, due ex agenti di polizia arrestati lo scorso 13 marzo. 
"L'uccisione di Marielle Franco è stato un attacco al cuore della società democratica e un caso emblematico delle minacce a cui sono sottoposti i difensori dei diritti umani in Brasile", hanno detto gli esperti della Commissione dei diritti umani delle Nazioni Unite. "Se il Brasile non farà giustizia su questa vicenda invierà un messaggio allarmante".
"Marielle - aggiungono - è stata una fonte di ispirazione e di speranza a Rio. Ha lavorato senza sosta per promuovere i diritti delle donne, l'uguaglianza razziale e i diritti delle persone Lgbti. Allo stesso tempo ha difeso i diritti delle persone africane e ha denunciato l'uso eccessivo della forza da parte dei militari e le azioni dei miliziani in città".
"Pur riconoscendo il complesso lavoro portato avanti dagli inquirenti e dai procuratori e i progressi nell'inchiesta con gli arresti degli ultimi giorni - aggiungono i rappresentanti Onu - bisogna fare di più per capire il motivo dell'aggressione all'attivista e arrivare a chi l'ha commissionato".
"Il Brasile non deve proseguire sulla via dell'impunità - concludono - lo Stato ha l'obbligo di assicurare che l'inchiesta su queste morti sia veloce, approfondita, indipendente e imparziale, deve impegnarsi a portare gli esecutori e i mandanti dell'omicidio in tribunale e deve concedere risarcimenti e indennizzi alle famiglie delle vittime".
Nel febbraio scorso si era avuta notizia di un tentativo di ostacolare le indagini sulla morte di Marielle Franco che, in base ai primi accertamenti, sarebbe stata assassinata su ordine delle 'milizie', i gruppi paramilitari che operano a Rio, formati in gran parte da ex poliziotti.