Nelle Filippine crollano le vaccinazioni e il morbillo fa strage di bambini

Ministero della Salute e Unicef lanciano l'allarme: il contagio è in forte crescita.

Vaccinazioni nelle Filippine

Vaccinazioni nelle Filippine

Nelle Filippine è in corso una vera e propria “emergenza morbillo”, come l’ha definita il ministero della Salute del Paese. Nel 2019 sono già morte 60 persone, perlopiù bambini, proprio a causa di questa malattia. E l’andamento della diffusione è preoccupante: nel primo mese dell’anno i casi registrati hanno raggiunto quota 4.302, pari al 122% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Il ministero della Salute, inoltre, ha diffuso dati che aiutano a capire le dimensioni del problema: tra l’inizio del 2017 e l’inizio del 2018 si è avuto un incremento da 791 e 5.120 casi di morbillo. E nel corso di tutto il 2018 si sono ammalate più di 20 mila persone (fonte: Organizzazione mondiale della sanità).


Mappa del contagio. È “allarme rosso”, ufficialmente dichiarato, anche in altre aree del Paese. In particolare, sono già stati registrati diversi casi nelle regioni di Central Luzon, Calabarzon, Western Visayas e Central Visayas. Una zona particolarmente colpita è stata quella del Visayas occidentale: in quella parte delle Filippine si sono già avuti almeno 104 casi e tre persone sono morte. E nel Mindanao si sono contate altre 60 persone ammalate.
La situazione nella capitale. Dati preoccupati arrivano in questi giorni dalla capitale Manila. Nella megalopoli filippina, infatti, si sono già avuti 126 casi e 55 bambini con meno di un anno di età hanno perso la vita in seguito al contagio. In generale, a Manila quasi tutte le persone decedute per morbillo avevano tra i 3 mesi e i 4 anni di età.


Il crollo delle vaccinazioni. Tra il 2008 e il 2017 nelle Filippine la percentuale di chi si è sottoposto a vaccinazione contro il morbillo è scesa da più dell’80% a poco più del 60 per cento. E tra la popolazione locale, stando a uno studio della London School of Hygiene and Tropical Medicine, è ormai poco più del 60% degli abitanti a essere convinto dell’importanza di sottoporsi alla profilassi.
Le ragioni. Alla base del contagio c’è la mancanza di vaccinazione da parte della popolazione locale. L’Unicef ha infatti sottolineato come appena il 55% degli abitanti ha seguito la profilassi negli ultimi tempi, mentre l’immunità si raggiunge nel momento in cui più del 95% dei residenti hanno eseguito il vaccino. In questo momento si teme per 2,6 milioni di bambini non vaccinati che non hanno neppure 5 anni d’età. La rappresentante Unicef nel Paese, Lotta Sylwander, ha dichiarato: “Stiamo assistendo il governo nazionale in una campagna di vaccinazione di emergenza. La morte infantile, causata da una malattia prevenibile dal vaccino, è inaccettabile”.