Parla Samir, il combattente dell'Isis di origini italiane: "Sono pentito e sono pronto a pagare"

Samir Bougana, 24 anni, si è radicalizzato in Germania ed è poi partito con la moglie in Siria come foreign fighter. "Avevo paura delle bombe, volevo scappare".

Samir Bougana

Samir Bougana

globalist 15 febbraio 2019
Il quotidiano 'La Stampa' ha intervistato Samir Bougana, foreign fighter italomarocchino catturato dalle forze curde mentre stava tentando di scappare in Turchia.
"Mi sono pentito di essere venuto in Siria con mia moglie, ho visto com'è questa vita, ho avuto paura delle bombe, avevo paura per i miei figli".
L'ex combattente è nato vicino a Brescia, ma ha vissuto in provincia di Cremona dove ha frequentato l'Istituto tecnico industriale sino al secondo anno prima di trasferirsi con i suoi genitori a Bielefeld, in Germania. "Siamo andati in Germania nel 2010 - dice -, avevo 16 anni e ho iniziato a frequentare un po' di moschee".
"Poi è iniziata la guerra in Siria e attraverso internet sentivo i discorsi degli sceicchi. Ho iniziato a pensare che dovevamo aiutare questa povera gente, era un dover di buon musulmano".
A soli 19 anni Samir ha iniziato la sua radicalizzazione. "Navigando su Internet vedevo donne e bimbi uccisi e ho iniziato a sentirmi coinvolto - spiega -. Nel 2013 ho visto partire in tanti così mi sono deciso anche io, i miei genitori non sapevano nulla e sono partito con mia moglie, è tedesca di origine turca".
"Ho aspettato un mese prima che mi dessero un ruolo. Mi hanno mandato a Deir Ezzor dove sono stato 4 mesi prima di tornare a Raqqa. A Deir Ezzor facevo parte di un'unità che faceva pattugliamenti notturni. Assistevamo la gente fornendo beni di prima necessità. A Raqqa vivevamo in una casa fornita dall'isis, mi pagavano circa 150 dollari mentre mia moglie stava a casa. A volte nelle piazze proiettavano i video degli attentati in Europa, c'era gente che stava lì a guardare e gente che invece non voleva vedere", ricorda.
Poi sono iniziate le bombe della Coalizione ma soprattutto nel 2015 quelle della Russia. "Ed è tutto cambiato. Così l'anno dopo ho iniziato a pensare che forse era il caso di uscirne. Ho conosciuto altri combattenti che hanno vissuto in Italia due o tre anni, erano marocchini o algerini. I più feroci e freddi erano quelli che venivano dalla Russia, però comandavano sauditi e tunisini".
Mada dove arrivavano i soldi che finanziano le milizie? "Soprattutto dal contrabbando del petrolio".
Il 27 agosto Bougana è stato catturato dalle forze curde: "Spero di rivedere mia moglie e i miei figli e di tornare in Italia", spiega. "Sono pentito e sono pronto a pagare per quello che ho fatto, spero non con la vita".