I Gilet Gialli sconfessano Christophe Chalencon , il fabbro che incontrò Di Maio

L'uomo aveva fatto intendere di essere tra i promotori del nuovo movimento Mac. Ma è stato smentito dal fondatore Hayk Shahinyan

Christophe Chalencon

Christophe Chalencon

globalist 11 febbraio 2019
Lui è il più gradito a Di Maio e ai grillini che cercano di rompere le scatole anche oltre-confine: Christophe Chalencon torna a suscitare le ire degli altri gilet gialli. Noto per aver invicato guerra civile e golpe militare, dopo essersi spacciato per portavoce del Ric - la lista della casacca gialla Ingrid Levavasseur alle Europee - il fabbro del Vaucluse, che in quelle vesti incontrò la settimana scorsa il vicepremier Luigi Di Maio, lascia ora intendere di essere tra i promotori del nuovo movimento Mac.
E invece no.
Hayk Shahinyan, il trentenne di Lione che in queste ultime ore ha lanciato il Movimento, ha pubblicato su Facebook una lunga smentita nella quale deplora che alcuni giornali, come la Provence, affermino che Chalencon sia all'origine di questa nuova iniziativa. "Deploro di dover fare pubbliche smentite per delle carenze di tatto individuali che sciupano il nostro lavoro collettivo. Il Mac è aperto a tutti i cittadini che vorranno iscriversi. Sono l'unico portavoce ad interim ed invito media e cittadini a verificare l'insieme delle informazioni con me prima di affermare notizie false", ha scritto.
"Per concludere, non c’è spazio per questo genere di atteggiamenti nel progetto serio che intendiamo costruire, di conseguenza, se Christophe Chalencon aderisce come ogni cittadino attraverso il sito ne ha tutto il diritto, e se gli aderenti voteranno per lui per ottenere delle responsabilità sarà anche quello un suo diritto, ma non è in alcun modo iniziatore o fondatore del movimento", conclude nella nota