Il reddito di cittadinanza finlandese lodato da Di Maio è "un flop": "inutile, non crea lavoro"

L'esperimento finlandese, durato due ani su un campione di 2000 persone, ha dato i primi risultati e non sono incoraggianti: "non stimola i disoccupati a cercare un impiego"

Finlandia

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globalist 9 febbraio 2019
Era il 5 gennaio del 2017: Luigi Di Maio, su Facebook, scriveva un post in cui annunciava che la Finlandia aveva già implementato il reddito di cittadinanza e che il M5s lo avrebbe presto portato in Italia. "La crisi si sconfigge con il reddito. La Finlandia avvia una sperimentazione di 2 anni che prevede un reddito mensile di 560 euro a 2.000 disoccupati. È la prima volta che accade in Europa. In Italia invece ancora non si è discussa la proposta di legge del Movimento 5 Stelle per il Reddito di cittadinanza che è ferma nella commissione lavoro del Senato da 24 mesi. Per il Pd i poveri possono aspettare..." scriveva Di Maio.

Due anni dopo, lo stesso governo di centro-destra finlandese lodato dal vicepremier e guidato da Juha Sipila ha dovuto ammettere: "distribuire denaro ai disoccupati potrà alleviare le loro condizioni economiche, ma non li incoraggia a trovare nuovo lavoro, risultando di fatto inutile rispetto al risultato che si era prefissato". Dopo due anni di esperimento in cui sono stati distribuiti 560 euro al mese a un campione di 2000 disoccupati tra i 25 e i 58 anni, l'istituto per la sicurezza sociale finlandese (Kela) ha distribuito i primi risultati, inerenti solo al primo anno di reddito, e non sono molto incoraggianti.
In ogni caso, l'esperimento non si è fermato: gli analisti hanno infatti sostenuto che i primi risultati vanno presi con cautela e che in ogni caso, il benessere di chi ha percepito il reddito (dati raccolti via sondaggio telefonico) era comunque aumentato. Però, spiega il Kela, l'aumento di benessere anche fisico di chi ha percepito il reddito non influisce sulla capacità del reddito di creare lavoro, cosa che per ora sembra non verificarsi.