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El Chapo, il racconto del testimone: "drogava e stuprava ragazze minorenni"

Le informazioni sono state declassificate in quanto 'non inerenti al processo' per narcotraffico per cui è inquisito l'ex leader del cartello di Sinaloa

El Chapo
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globalist

3 Febbraio 2019 - 10.34


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Sono state declassificate delle informazioni sul caso di Joaquín ‘El Chapo’ Guzmán, ex leader del cartello della droga di Sinaloa, in quanto non sono state considerate inerenti al processo. Secondo il racconto di un testimone del processo in corso a New York, El Chapo avrebbe drogato e stuprato un gran numero di ragazze minorenni, alcune anche solo di 13 anni, che definiva ‘le mie vitamine’. 
Il trafficante colombiano Alex Cifuentes dice che Guzmán gli ordinava di versare una polverina nelle bevande delle ragazze per stordirle e poi le violentava in uno dei suoi nascondigli alla fine dello scorso decennio. Cifuentes nel 2007-2008 era il ‘braccio destro’ di ‘El Chapo’ e in quel momento viveva con lui sulle montagne di Sinaloa.

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La testimonianza di Cifuentes su questa specifica vicenda e i materiali connessi sono stati declassificata su richiesta del New York Times in quanto non direttamente collegati al processo per traffico di droga cui è sottoposto. Guzmán e lo stesso Cifuentes, secondo la documentazione, avrebbero partecipato in diverse occasioni a rapporti sessuali con minori di 18 anni. Il narcotrafficante colombiano avrebbe detto all’accusa in alcuni degli interrogatori che un luogotenente di ‘El Chapo’, noto come ‘Comadre María’, inviava regolarmente immagini di giovani ragazze.

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Quelle scelte da Guzmán o da quelli intorno a lui erano mandate a ‘ElChapo’, ciascuna in cambio di circa 5.000 dollari, cocretizzando così i reati di pedofilia e prostituzione. Comadre María’ è anche il personaggio che, secondo lo stesso Cifuentes, era stato incaricato di consegnare 100 milioni di dollari come tangente all’ex presidente del Messico Enrique Peña Nieto. ‘El Chapo’ ha negato le accuse e ha criticato ,in un comunicato stampa, la scelta di consentire la diffusione di questi documenti “poco prima che la giuria inizi a deliberare”. Questa informazione è stata definita dalla difesa del narcotrafficante “estremamente oscena”, “non comprovata” e “abbastanza inaffidabile da non essere a

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