La denuncia dell'Onu: violenze e odio contro i rifugiati venezuelani

Eduardo Stein, rappresentante speciale dell'Unhcr: ci sono aggressioni fisiche, verbali e minacce contro chi fugge nei paesi confinanti

Rifugiati venezuelani

Rifugiati venezuelani

globalist 28 gennaio 2019
Parafrasando la massima si potrebbe dire: Continente che vai rifugiato che bastoni: "Il flusso di centinaia di migliaia di venezuelani negli ultimi anni costituisce il più grande movimento di popolazione nella storia dell'America latina. La reazione dei paesi della regione è stata esemplare, ma recenti azioni violente, fisiche e verbali, contro cittadini venezuelani in diversi paesi della regione hanno macchiato questo quadro". E' quanto afferma in una dichiarazione Eduardo Stein, il rappresentante speciale dell'Unhcr e dell'Oim per la crisi migratoria venezuelana.
"Nei miei viaggi attraverso la regione - ha affermato - ho potuto constatare di persona la solidarietà e l'impegno profusi dai governi, dalle organizzazioni umanitarie e dalle comunità locali nei confronti di rifugiati e migranti in fuga dal Venezuela. I Paesi della regione hanno accolto i venezuelani con affetto, generosità e rispetto, così come in passato il popolo venezuelano aveva aperto le proprie porte al grande numero di rifugiati e migranti provenienti dalla regione".
Tuttavia, secondo Stein, "in questi ultimi giorni, tuttavia, le azioni violente, le aggressioni fisiche e verbali e le minacce nei confronti dei cittadini venezuelani in diversi Paesi della regione hanno macchiato quest'immagine. Sebbene isolati e non rappresentativi, tali atti di odio, intolleranza e xenofobia sono estremamente preoccupanti. Di fronte a questi, è cruciale che governi e società rispondano con un messaggio di rifiuto forte e chiaro".
Non c'è spazio per razzismo, misoginia e xenofobia nei nostri Paesi e devono essere condannati fermamente. Nei propri messaggi, politici e opinion leader devono fare appello alla pace, alla giustizia, alla calma e alla moderazione, condannando tutte le azioni e tutti i comportamenti xenofobi e misogini", continua il rappresentante speciale Onu, aggiungendo che "i media e gli utenti dei social network, dal canto loro, hanno il dovere di riferire i fatti, in modo responsabile, senza incitare ad azioni e comportamenti xenofobi, e devono, inoltre, condannare ogni aggressione fisica o verbale nei confronti di rifugiati, migranti e qualunque altro straniero, ogniqualvolta necessario".
"Solo attraverso il dialogo, la solidarietà, la giustizia, la convivenza e il rispetto per la diversità è possibile risolvere le sfide molteplici in corso nella nostra regione. Viste le attuali sfide umanitarie e politiche, l'America Latina deve restare fedele alla propria tradizione di solidarietà. In tale contesto, il Processo di Quito, promosso da diversi Paesi della regione, rappresenta un cammino fatto di speranza, comprensione e di costruzione comune: una road map volta a promuovere l'accoglienza, la protezione e l'inclusione di rifugiati e migranti nei Paesi di accoglienza".
L'Unhcr e l'Oim continueranno a sostenere gli sforzi degli Stati e della società civile per rispondere alle esigenze più urgenti di rifugiati e migranti, nonché a supportare le comunità di accoglienza. É con tale obiettivo che è stata istituita una Piattaforma regionale di coordinamento inter-agenzie (Regional Inter-Agency Coordination Platform) - composta da agenzie delle Nazioni Unite e da varie organizzazioni internazionali - e che è stato da poco presentato un Piano regionale di risposta per rifugiati e migranti (Regional Response Plan for Refugees and Migrants) al fine di favorire una risposta coordinata, mobilitare risorse dalla comunità internazionale e promuovere una cultura di tolleranza, coesistenza pacifica e inclusione.