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Westminster boccia il piano May sulla Brexit: 432 contro e solo 202 a favore

Salvo sorprese dell'ultima ora, i deputati stasera bocceranno l'intesa e, secondo quanto fatto trapelare da fonti di Downing Street, se la sconfitta sarà pesante, May si farà da parte. O forse no

Theresa May
Theresa May

globalist

15 Gennaio 2019 - 18.14


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No al piano May e chissà se alla fine la Gran Bretagna resterà ij Europa: la Camera dei Comuni britannica ha bocciato a grande maggioranza il piano di accordo sulla Brexit negoziato con l’Unione Europea dal governo della premier Theresa May: i voti contrari sono stati 432 contro 202 favorevoli, un margine di 230, il peggiore per un Primo ministro in epoca moderna.
Jeremy Corbyn presenterà una mozione di sfiducia
Il leader laburista Jeremy Corbyn presenterà domani una mozione di sfiducia contro il governo della premier Theresa May, dopo la bocciatura senza appello alla Camera dei Comuni del piano sulla Brexit.
La mozione verrà dibattuta domani ed ha già ricevuto il sostegno dello Scottish National Party.
Theresa May non si dimette

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Dopo il voto negativo dei Comuni sull’accordo sulla Brexit, Theresa May non si è dimessa e aspetterà il voto di martedì per vedere se l’esecutivo dispone ancora del sostegno di una maggioranza. Il premier ha detto che il no all’accordo è chiaro, ma che non sono emerse chiaramente altre proposte sul tavolo. E ha insistito, in caso di fiducia, sulla volontà di andare avanti e di continuare a lavorare per attuare la Brexit.
Nelle ultime ore l’Ue ha aperto ad una proroga dell’articolo 50

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Per questo, “serve una richiesta del Regno Unito e l’unanimità dei 27”, “da parte degli Stati membri non ci saranno grossi ostacoli a una proroga”, hanno spiegato fonti da Bruxelles. Il ministro degli Esteri tedesco, Heiko Maas, ha detto che se l’accordo sarà bocciato, potrebbero esserci nuovi negoziati con l’Ue, ma senza cambiamenti di sostanza.

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Nell’ipotesi più remota di un voto favorevole della Camera, la Brexit entrerà in vigore il 29 marzo a mezzanotte: dopo quel momento, inizieranno i negoziati tra Londra e Bruxelles sulle future relazioni commerciali, dopo un periodo di transizione che dovrebbe durare fino alla fine del 2020.

Verhofstadt: diritti cittadini siano salvaguardati

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“Il Parlamento britannico ha detto ciò che non vuole. Ora è il momento di scoprire che cosa vogliono i parlamentari britannici. Nel frattempo, i diritti dei cittadini devono essere salvaguardati”. Così in un tweet Guy Verhofstadt, membro del Comitato del Parlamento Ue sulla Brexit (Brexit Steering Group).
Tusk: ora c’è solo una soluzione positiva…

“Se un accordo è impossibile, e nessuno vuole un no deal, allora chi avra’ alla fine il coraggio di dire qual è l’unica soluzione positiva?”: ha affermato via Twitter il presidente del Consiglio Ue Donald Tusk dopo il voto su Brexit.
Juncker: sale il rischio di no deal

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“Con rammarico prendo nota del risultato del voto” ma “da parte Ue il processo di ratifica dell’accordo di recesso prosegue”. Lo ha dichiarato il presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker aggiungendo: “Il rischio di un’uscita disordinata è aumentata con il voto di stasera. Mentre non vogliamo che accada, la Commissione proseguira’ il suo lavoro per assicurare che l’Ue sia pienamente preparata. Chiedo al Regno Unito di chiarire le sue intenzioni il prima possibile. Ci siamo quasi”, ha concluso.

 

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