Le schiave del tessile: quando i vestiti d'occidente grondano miseria e sfruttamento

A Dacca proseguono le proteste dei lavoratori che chiedono l'aumento del salario minimo e migliori condizioni

La proteste delle lavoratrici di Bangladesh

La proteste delle lavoratrici di Bangladesh

globalist 9 gennaio 2019

Ora ci sono in prima fila le donne. Le sfruttate per eccellenza: a Dhaka (Dacca) capitale del Bangladesh, vanno avanti le proteste dei lavoratori del tessile e negli scontri con le forze dell'ordine una persona ha perso la vita.
Gli agenti sono intervenuti con i gas lacrimogeni e cannoni ad acqua per disperdere migliaia di manifestanti scesi in strada per chiedere l'aumento del salario minimo e condizioni di lavoro migliori.
I lavoratori del tessile da tempo chiedono al governo la riforma del codice del lavoro - in parte migliorato negli anni - ma che ancora non soddisfa le istanze delle unioni di categoria.


Le esportazioni provenienti da questo settore valgono 30 miliardi di dollari l'anno, facendo sì che il Bangladesh sia il secondo Paese produttore di tessuti e prodotti di abbigliamento al mondo dopo la Cina.
In questo ambito e' impiegata inoltre la maggioranza della forza lavoro - quattro milioni di persone - ma a causa dei bassi salari, a fronte di contratti poco validi o spesso assenti, milioni di famiglie vivono ai margini della povertà