Australia in allarme, pacchi sospetti in ambasciate: uno anche in quella italiana

Sono stati fatti pervenire a sedi diplomatiche di Melbourne e Canberra. La situazione è tornata alla normalità dopo l'intervento della polizia che ha attivato i protocolli di sicurezza e ha avviato le indagini

Australia, allarme pacchi sospetti in ambasciate e consolati: uno anche in quello italiano

Australia, allarme pacchi sospetti in ambasciate e consolati: uno anche in quello italiano

globalist 9 gennaio 2019
Allarme in Australia dove la polizia sta indagando su alcuni pacchi sospetti inviati presso ambasciate e consolati stranieri a Melbourne e Canberra. Tra questi figura anche il consolato italiano a Melbourne.
I pacchi sospetti sono all'esame degli esperti, ma la situazione sembra sotto controllo. Secondo quanto si apprende la situazione è tornata alla normalità dopo l'intervento della polizia australiana che ha attivato i protocolli di sicurezza e ha avviato le indagini su quella che sembra un'operazione concertata.
L'allarme è scattato dopo l'ora di pranzo in diverse sedi diplomatiche. In tutto sarebbero una dozzina le ambasciate e i consolati stranieri che hanno ricevuto materiali sospetti. Le segnalazioni hanno riguardato, oltre a quello italiano, anche i consolati di Indonesia, Tahilandia, Egitto, Giappone, Stati Uniti, Cina, Svizzera, Spagna, Pakistan, India e Nuova Zelanda.
La polizia di Victoria ha detto che la minaccia è stata circoscritta e non vi è alcun rischio per il pubblico. Alcune strutture sono state evacuate per precauzione, e in seguito dichiarate sicure e riaperte. I pacchi non vengono ritenuti pericolosi, ma sono in corso indagini approfondite per comprenderne la provenienza. Gli esperti stanno verificando la natura delle sostanze contenute e hanno utilizzato sistemi di respirazione con maschere d'ossigeno per analizzare le zone. Il ministero degli Esteri australiano ha inviato ieri una nota a tutte le missioni diplomatiche nella capitale con un "allerta sulla possibilità di pacchi sospetti recapitati per posta", dopo il caso dell'ambasciata argentina a Sydney.