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Jakelin, il dolore non si ferma con la morte: la famiglia troppo povera per accogliere la bara

La bimba era morta di stenti l'8 dicembre scorso nel deserto del New Mexico, mentre era sotto la responsabilità delle guardie di frontiera statunitensi

Jakelin Caal
Jakelin Caal

globalist

24 Dicembre 2018 - 09.57


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Aveva solo 7 anni Jakelin Caal, la bambina guatemalteca morta di stenti l’8 dicembre mentre era in custodia della polizia di frontiera statunitense. La bambina aveva trascorso vari giorni senza cibo nè acqua nel deserto del New Mexico. 
I suoi resti sono giunti ieri pomeriggio a Città del Guatemala, ma nessun familiare li ha accolti: le spese del viaggio dal remoto villaggio di Raxruha sono troppo ingenti per la famiglia. Il feretro è stato quindi ricevuto da funzionari del ministero degli esteri. 
L’identificazione formale di Jakelin, ha aggiunto il giornale, era stata fatta dal padre, Nery Caal, prima della partenza dell’aereo dagli Stati Uniti. Jakelin si è trasformata dopo la sua morte in uno dei volti emblematici della tragedia dell’emigrazione centroamericana verso gli Usa. La magistratura statunitense sta indagando sull’accaduto, e su richiesta dei legali della famiglia della vittima cerca di stabilire se vi siano state responsabilita’ da parte degli agenti federali americani che il 6 dicembre hanno bloccato 163 migranti centroamericani, fra cui Jakelin e suo padre, nel deserto del New Mexico.

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