Scarcerata Amal Fathy, attivista egiziana vicina alla famiglia Regeni

Ama è moglie di un consulente dei Regeni. È stata arrestata per accuse scollegate dal caso del ricercatore, per aver denunciato casi di molestie sessuali che hanno 'oltraggiato' una banca

Amal Fathy

Amal Fathy

globalist 18 dicembre 2018
Amal Fathy, attivista egiziana moglie di un consulente della famiglia Regeni, è stata scarcerata per ordine della Corte d'assise de Il Cairo. La donna era stata posta sotto custodia cautelare lo scorso maggio con accuse scollegate al caso Regeni ma ricondotte all' "appartenenza a un gruppo terrorista" e alla "pubblicazione di notizie false" con video su Facebook.
Amal era stata arrestata l'11 maggio scorso dopo un fermo che aveva riguardato per qualche ora anche il marito, Mohamed Lotfy, direttore della Commissione egiziana per i diritti e le libertà (Ecrf). Per la ong lavorano due avvocati corrispondenti legali della famiglia del ricercatore friulano torturato a morte in Egitto a inizio 2016 innescando una crisi diplomatica fra Il Cairo e Roma. Il marito pubblicamente non collega mai i due casi, evidentemente reputandolo rischioso per la moglie.
A motivo dell'arresto di Amal una denuncia di una banca che si era sentita 'oltraggiata' da un video postato dall'attivista su Facebook e in cui denunciava dei casi di molestie sessuali. L'accusa era di aver insultato lo Stato egiziano e i suoi cittadini. Per questo caso nel settembre scorso la donna era stata condannata a due anni di reclusione con pena sospesa dietro il pagamento di cauzione, sentenza contro cui i suoi legali preannunciarono appello. Pende inoltre sul capo di Amal l'accusa, più grave, di appartenenza al "6 aprile", nato come movimento opposizione anti-Mubarak, ma entrato poi in rotta di collisione anche con il presidente Abdel Fattah Al Sisi e bandito come "terrorista". Il caso di Amal Fathy viene seguito con dichiarata attenzione fra gli altri dal parlamento italiano, da quello Ue e dalla famiglia Regeni.