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Il cardinale Parolin: l'integrazione è l'unico argine contro il razzismo

Il segretario di Stato Vaticano ha preso la parola all conferenza sul Global compact in corso a Marrakech: chi emigra deve aprirsi alla cultura di chi accoglie

Il cardinale Pietro Parolin alla conferenza sul Global compact a Marrakech, in Marocco
Il cardinale Pietro Parolin alla conferenza sul Global compact a Marrakech, in Marocco

globalist

11 Dicembre 2018 - 16.18


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Ancora una volta parole contro la discriminazione e la xenofobia galoppante: integrare i migranti “non è né assimilazione né incorporazione, ma un processo a doppio senso radicato nel riconoscimento reciproco di uguaglianza fondamentale e dignità di tutti. Un simile approccio contribuirà anche a arginare l’ondata di razzismo e xenofobia”.
Lo ha sottolineato il segretario di Stato Vaticano, cardinale Pietro Parolin, che rappresenta la Santa Sede alla conferenza sul Global compact in corso a Marrakech, in Marocco.
Parolin, citando il Pontefice, ha ricordato che “coloro che arrivano hanno, come sottolinea il Papa, il dovere di non chiudersi alla cultura e alle tradizioni del paese di accoglienza, rispettando soprattutto le sue leggi. Allo stesso tempo, l’integrazione non è la sovrapposizione di una cultura rispetto ad un’altra, né isolamento reciproco, con il rischio insidioso e pericoloso di creare ghetti. È piuttosto un arricchimento reciproco basato sul rispetto reciproco e interpersonale”.

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