Ecco chi sono i franchisti di Vox, gli ultra cattolici nemici degli immigrati e delle femministe

L’estrema destra in Andalusia usa toni preoccupanti: "Siamo gli eredi di Isabella la Cattolica che cacciò gli arabi"

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Claudia Sarritzu Modifica articolo

4 Dicembre 2018 - 10.09


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Quando scrivo che il fascismo non è alle porte ma è già entrato in Europa, siede nelle teste di tanti e anche nei luoghi di potere, non solo non mi sbaglio ma ne ho la conferma ogni volta che arrivano le elezioni regionali. I partiti xenofobi marciano inarrestabili lasciando senza parole una classe politica (soprattutto i socialisti) senza parole e senza la capacità di fare autocritica e immaginare una reazione.

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Fino a pochi anni fa era inimaginabile che una forza politica dichiaratamente franchista (cioè fascista) entrasse in un parlamento. Domenica per la prima volta dopo la fine della dittatura invece un partito di estrema destra entra in un Parlamento sia pure regionale in Spagna, quello dell’Andalusia, terra rossa che ha visto invece i socialisti perdere una marea di voti. L’exploit è opera del movimento Vox che ha ottenuto oltre il 10% delle preferenze e ha eletto 12 deputati. 

Vox è stato fondato nel dicembre 2013 da Santiago Abascal e poi lanciato pubblicamente nel gennaio 2014. Nato dalla fuoriuscita di alcuni membri del PP, si è da subito distinto per alcuni tratti caratteristici: assoluta contrarietà ai separatismi (catalano e basco in testa), no alla politica fiscale e desiderio di riportare maggiore potere al governo centrale smantellando il sistema delle autonomie, istituito nel 1978 in Spagna. Vox si è autodefinita di “estrema destra” e di ispirazione “cristiano-democratica”.

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Vox ha espresso posizioni pro-life fortemente contrarie all’aborto. Si oppone ai matrimoni omosessuali per una questione lessicale proponendo di chiamarli “unioni civili”.

In questi anni ha avuto parole che l’hanno caratterizzata come anti-Islam e contraria all’immigrazione e alla multiculturalità. Vox è un partito in parte euroscettico e ha tra le sue priorità la cancellazione delle autonomie regionali spagnole.

Vox aveva esordito alle elezioni europee del 2014 ottenendo 246.833 voti (1,57%) che non bastarono per andare a Strasburgo. Nel settembre dello stesso anno è stato eletto Santiago Abascal, uno dei fondatori, come nuovo presidente. Alle elezioni comunali nel 2015 in centinaia di città spagnole, riesce a eleggere solo 22 consiglieri e due sindaci, nei piccoli centri di Cardenuela Riopico (Burgos) e Barruelo del Valle (Valladolid). Nell’autunno del 2017 ha avuto una grande crescita di consensi dopo l’attacco terroristico a Barcellona e in seguito al processo di richiesta di indipendenza catalana.

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Negli ultimi mesi Vox è sembrato esercitare una maggior forza attrattiva e ha conquistato due città di media importanza, grazie all’adesione di sindaci che erano stati eletti con i popolari a Navares de las Cuevas (Segovia) e a Guadiana del Caudillo (Badajoz). Di recente ha portato avanti una campagna elettorale usando toni populisti, contro l’immigrazione e le misure di austerità. In Andalusia i sondaggi attribuivano a Vox un solo seggio.

L’ultimo sondaggio nazionale del Centro de investigaciones sociologicas (Cis) dava a Vox all’1,9%. Invece il partito di Abascal ha raggiunto il 10,96% e ora si candida a mina vagante per le Europee di maggio.

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