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A Tijuana si muore per i narcos, per la miseria e anche per le malattie

Una bambina migrante nel vano tentativo di fare pipì: per le condizioni igieniche allarmanti molti sono stati spostati in un centro di accoglienza più lontano

Una bambina migrante a Tijuana
Una bambina migrante a Tijuana

globalist

30 Novembre 2018 - 21.09


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Un disastro umanitario e etico: le autorità messicane hanno iniziato a spostare i migranti arrivati a migliaia dai Paesi del Centro americana dall’accampamento di Tijuana, dove le condizioni di sanitarie e di sicurezza sono sempre più allarmanti, in un centro di accoglienza distante dal confine con gli Stati Uniti. La commissione per i diritti umani messicana ha reso noto che ieri circa 700 degli oltre 6mila migranti che ormai da giorni si ammassano nell’accampamento sono stati trasferiti, a bordo di autobus, nel centro di accoglienza – chiamato Barretal – realizzato in uno spazio tradizionalmente usato per concerti.
La mossa ha fatto aumentare tra i migranti la paura ed il timore che si allontani il sogno di chiedere asilo agli Stati Uniti. Senza contare che molti dei migranti, in netta maggioranza provenienti dall’Honduras, non si fidano delle intenzioni delle autorità messicane. “Temono che sia un trucco dell’immigrazione e che in realtà le persone trasferite verranno in realtà deportate”, ha dichiarato Amelia Vitale, ricercatrice di antropologia della University of Michigan.

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