Poroshenko chiede aiuto: "spero che la Nato mandi le sue navi nel mare di Azov"

Il capo dello Stato di Kiev attacca Mosca dopo il sequestro da parte dei russi di tre navi ucraine nel Mar Nero: "Putin rivuole il vecchio impero, ci vede come una colonia. Il mondo occidentale si mostri solidale"

Vladimir Putin e Petro Poroshenko
Vladimir Putin e Petro Poroshenko
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29 Novembre 2018 - 09.01


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I paesi membri della Nato devono inviare navi nel Mare di Azov, dove Mosca ha operato il sequestro di tre imbarcazioni ucraine. A chiederlo, in un’intervista alla Bild, è il presidente ucraino Petro Poroshenko. “La Germania – ha detto Poroshenko – è uno dei nostri più stretti alleati e noi speriamo che i paesi Nato siano pronti ad inviare unità navali nel Mare di Azov a sostegno dell’Ucraina e a garanzia della sicurezza”.
Il presidente ucraino non ha risparmiato le accuse al presidente russo Vladimir Putin, che si considera “un imperatore” e gestisce l’Ucraina come una colonia della Federazione. E chiedendo nuove sanzioni contro la Russia.
“Putin – ha detto Poroshenko – vuole il vecchio impero russo indietro. La Crimea, il Donbass, vuole l’intero Paese. Come imperatore russo, come lui vede sé stesso, il suo impero non può funzionare senza l’Ucraina, ci vede come una colonia. E’ come nel 2014: Putin vuole annettersi un’altra parte dell’Ucraina, si comporta esattamente come allora”.
Alle dichiarazioni di Putin, che accusa Poroschenko di fare campagna elettorale con questa vicenda, il presidente ucraino risponde: “Vi ricordate ancora come lui ha raccontato al mondo che in Crimea non c’erano soldati russi? Non credete alle bugie che racconta Putin”.
“L’unica cosa capace di farlo ragionare – ha aggiunto Poroshenko – è che il mondo occidentale si mostri solidale. Non possiamo accettare le politiche aggressive di Mosca. Prima è stata la Crimea, quindi la parte orientale dell’Ucraina, ora vuole il mare di Azov. La stessa Germania dovrebbe chiedersi, che farà Putin se non lo fermiamo?”. Per Poroshenko la Russia sta pianificando una nuova offensiva di terra contro l’Ucraina, accusa comprovata da immagini satellitari già fatte pervenire ai partner, ha assicurato.
Intanto, il ministro ucraino delle Infrastrutture Vladimir Omelyan ha accusato la Russia di impedire la navigazione da e in direzione dei porti ucraini di Mariupol e Berdyansk sul mare di Azov. Stando al ministro, 35 imbarcazioni sono state bloccate e la navigazione è possibile solo in direzione dei porti russi. Accuse smentite da una fonte dell’autorità marittima della Crimea secondo la quale “nessuno blocca le navi, il traffico dipende dalle condizioni meteo”.
La stessa fonte ha sottolineato che le procedure di passaggio attraverso lo Stretto di Kerch prevedono la comunicazione con un preavviso di 48 ore e la conferma 24 ore prima del previsto passaggio.

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