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Non solo il caso Khashoggi: attiviste saudite torturate con le scosse elettriche in prigione

Torture, molestie sessuali e altre forme di maltrattamenti, se confermati, mettono in luce ulteriori scandalose violazioni dei diritti umani da parte delle autorità saudite

Samar Badawi, una delle donne arrestate, è un’attivista di fama internazionale
Samar Badawi, una delle donne arrestate, è un’attivista di fama internazionale

globalist

21 Novembre 2018 - 10.37


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Era prevedibile. Le attiviste arrestate lo scorso maggio con l’accusa di attività sovversive sarebbero state torturate e molestate in carcere. Sono le principali personalità che si sono battute per il diritto alla guida, contro il velo obbligatorio e l’obbligo di uscire accompagnate da un uomo. Lo racconta Giordano Stabile su La Stampa. La maggior parte sarebbe ancora in carcere e il Washington Post ha raccolto testimonianze su quattro di loro. Sono state sottoposte a molestie sessuali, scosse elettriche e fustigazioni. Alcune «non riuscivano a stare in piedi» durante i colloqui con i parenti, avevano tremori incontrollabili e altri segni di tortura. I nomi non sono stati rivelati per proteggere i famigliari che hanno accettato di testimoniare a patto di rimanere anonimi. 

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«Appena poche settimane dopo l’uccisione di Jamal Khashoggi – ha commentato Lynn Maalouf, direttrice di Amnesty International per il Medio Oriente – questi rapporti su torture, molestie sessuali e altre forme di maltrattamenti, se confermati, mettono in luce ulteriori scandalose violazioni dei diritti umani da parte delle autorità saudite». Secondo Amnesty, almeno una dozzina di donne e uomini legati ai movimenti femministi sauditi sono in carcere da maggio. Fra le persone arrestate nell’ultimo anno e mezzo ci sono attivisti noti a livello internazionale, come Samar Badawi, Aziza al-Yousef e Loujain al-Hathloul. 

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Le nuove rivelazioni arrivano subito dopo le dichiarazioni di Donald Trump, che ha detto di voler preservare l’alleanza con l’Arabia Saudita, anche se il principe Mohammed bin Salman «potrebbe essere il mandante dell’omicidio di Jamal Khashoggi». In una nota il presidente Usa ha spiegato che «può essere che il principe ereditario sapesse molto bene di questo evento tragico; può essere, come può non essere». Poi ha puntualizzato come le agenzie di Intelligence americane stiano «valutando tutte le informazioni». 

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