Battisti attacca Bolsonaro: le sue sono fanfaronate, non sono scappato
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Battisti attacca Bolsonaro: le sue sono fanfaronate, non sono scappato

In giornata su erano diffuse le voci su una fuga dell'ex terrorista di cui l'Italia chiede l'estradizione. Lui si fa vivo: ero a San Paolo come faccio una volta al mese

Cesare Battisti
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31 Ottobre 2018 - 10.02


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Un falso allarme o – forse – una voce fatta circolare ad arte nel Brasile: “Nessuna fuga assolutamente, in Italia possono dire quello che vogliono. Io sto andando a casa ed è tutto tranquillo”. Così Cesare Battisti nega qualsiasi tentativo di lasciare il Brasile. “Vado a San Paolo una volta al mese, per cinque giorni, per ragioni mediche. Questa volta anche per trattare la pubblicazione del mio libro – spiega il terrorista -. Sto tornando a casa come sempre, quindi non c’è niente di allarmante”.
“Cesare Battisti si è recato a San Paolo, dove si è riunito martedì con i suoi rappresentanti legali, e tornerà a Cananeia, dove risiede, nei prossimi giorni”, ha spiegato l’avvocato Igor Tamasauskas, smentendo così reportage di stampa, secondo i quali il terrorista sembrava aver fatto perdere le tracce dopo le elezioni in Brasile. Il neopresidente, il leader di estrema destra Jair Bolsonaro, ha promesso l’estradizione in Italia di Battisti.
“Bolsonaro può dire quello che vuole, io sono protetto dalla Corte Suprema. Le sue sono solo parole, fanfaronate. Lui non può fare niente, c’è una giustizia, io per la giustizia sono protetto, lui non ha nulla a che vedere con questo”, ha sottolineato Cesare Battisti in un’intervista al Giornale Radio Rai, escludendo di essere preoccupato: “Assolutamente. Bolsonaro non penso abbia interesse a creare discordia tra tra il potere giudiziario e l’esecutivo. Si parla, ognuno può dire quello che vuole. Io non ho alcun problema”.
Battisti, secondo la ricostruzione de La Stampa, domenica sera ha assistito alla diretta televisiva dello spoglio delle elezioni presidenziali con gli amici di sempre al Bar Do Miguel. “Era molto arrabbiato – ha raccontato il gestore – e preoccupato per il suo futuro. Se se ne andasse, io perderei un cliente importante”. Di diverso avviso un altro amico, invece, l’artigiano Amir Oliveira: “Mi ha detto dieci giorni fa che vuole affrontare le conseguenze, che è stanco di scappare”.
Al tribunale di Cananeia il direttore Anderson Nascimento conferma che su di lui non c’è alcuna misura cautelare in vigore: “Il braccialetto elettronico è stato tolto in aprile, il mese dopo è caduto anche l’obbligo di firma una volta al mese”. All’ambasciata italiana confermano che Battisti non può uscire dal Brasile, ma che è libero di circolare in tutto il Paese.

 

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