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Paola Egonu brava e umile: "Non mi sento un simbolo. Tutte e 14 lo siamo"

La stella dell'Italvolley a La Stampa: "I miei idoli sono Michelle Obama e Serena Williams. Alle bimbe dico: se avete un sogno, buttatevi, qualsiasi esso sia"

Paola Egonu
Paola Egonu

globalist

25 Ottobre 2018 - 08.31


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Al ritorno in Italia dopo l’impresa quasi sfiorata in Giappone, l’accoglienza riservata a lei e a tutte le altre azzurre dell’Italvolley è stata da superstar. Ma Paola Egonu, intervistata da La Stampa, non si sente affatto tale: Al ritorno in Italia dopo l’impresa quasi sfiorata in Giappone, l’accoglienza riservata a lei e a tutte le altre azzurre dell’Italvolley è stata da superstar.

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Ma Paola Egonu, intervistata da La Stampa, non si sente affatto tale: “Superstar io? No, assolutamente. Siamo 14 superstar, tutte allo stesso modo. Ovvio che sono molto contenta. Ovvio, sono molto contenta perché abbiamo fatto un’impresa, davvero importante per dare visibilità a questo sport”. In un momento storico in cui gli episodi di razzismo si susseguono con sempre maggior frequenza, le sue origini nigeriane la rendono il simbolo perfetto di una nazionale nuova e multietnica.

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Ma, ancora una volta, Egonu si chiama fuori dalle strumentalizzazioni politiche: “Non penso che la cosa mi riguardi. Mi dicono che rappresento una nuova Italia, ma non mi sento pronta ad avere questa responsabilità sulle spalle. Voglio solo godermi i successi, che dedico a me stessa e alla mia famiglia. Credo che tutto succeda per un motivo: se non abbiamo vinto questa volta al mondiale, sarà per la prossima”. I suoi idoli, confessa. sono “Michelle Obama e Serena Williams”. E alle giovani che vedono il lei il loro modello, l’opposto rivolge un messaggio chiaro: “Alle bimbe vorrei dire che se hanno un sogno, qualsiasi sia, devono buttarsi. Non si sa mai quello che può succedere. Soprattutto se si tratta di volley”.

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