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Trump non crede a Riad: "inganni e bugie sulla morte di Jamal Khashoggi"

Il presidente Usa: "spero il principe Salman non sia responsabile". Erdogan: "domani la verità della Turchia sulla morte del giornalista dissidente nel consolato del suo Paese a Istanbul"

Donald Trump
Donald Trump

globalist

22 Ottobre 2018 - 08.34


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Nessuno crede ad una lite scatenata da un diverbio. Nella versione dell’Arabia Saudita sulla morte del giornalista dissidente Jamal Khashoggi “ovviamente c’è stato un inganno e ci sono state bugie”. Lo ha detto il presidente Usa, Donald Trump, in una intervista telefonica al Washington Post, aggiungendo però che l’Arabia Saudita è un “alleato incredibile” degli Usa.
Trump ha parlato anche delle eventuali responsabilità del principe ereditario Mohammed bin Salman, augurandosi che non sia coinvolto. “Nessuno – ha affermato il capo della Casa Bianca – mi ha detto che è responsabile e nessuno mi ha detto che non lo è, non abbiamo ancora definito questo punto… mi piacerebbe che lui non fosse responsabile”.
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha intanto annunciato che martedì rivelerà i dettagli delle indagini turche sulla morte di Khashoggi avvenuta all’interno del consolato saudita a Istanbul il 2 ottobre scorso. “Vogliamo giustizia – ha detto Erdogan – e per questo sveleremo la nuda verità. Questo non è un caso comune. Farò dichiarazioni a proposito domani nell’incontro del gruppo parlamentare dell’Akp. Il caso sarà svelato completamente”.
Secondo il Wall Street Journal l’inviato del re saudita sapeva che Khashoggi venne “fatto a pezzi”. Una faida è in corso nella corte di re Salman, a Riad, dove la versione della morte del giornalista viene contestata perfino in alcuni ambienti molto vicini alla famiglia reale e avversi, in particolare, al principe ereditario Mohamed bin Salman. La versione alternativa a quella ufficiale, e molto simile a quella turca, arriva da una registrazione audio fatta ascoltare l’11 ottobre scorso dalle autorità di Ankara al principe Khalid al-Faisal, inviato da re Salman in Turchia: il giornalista, secondo quanto hanno riferito al Wall Street Journal due membri della famiglia reale saudita, fu “drogato, ucciso e fatto a pezzi” pochi minuti dopo il suo ingresso nell’edificio. La registrazione audio, ha affermato un’altra fonte interna a Corte, “è totalmente diversa da quella che indica una lite scatenata da un diverbio”.
Anche il Regno Unito si unisce allo scetticismo della comunità internazionale verso le spiegazioni saudite sulla morte di Khashoggi. “Non sono credibili”, ha detto il ministro per la Brexit, Dominic Raab, riferendosi alla versione di Riad, secondo cui Khashoggi morì quasi incidentalmente nel corso di una lite nel consolato. Londra, ha aggiunto, “sostiene le indagini delle autorità turche e il governo britannico vuole vedere che le persone colpevoli della morte del giornalista siano portate di fronte alla giustizia”.

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