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La marcia dei 'latinos' verso gli Usa non si arresta: sono nel Chiapas

In cinquemila sono entrati in Messico deciso ad arrivare negli Stati Uniti: la polizia li segue senza intervenire

Migranti dal Centro America verso gli Stati Uniti
Migranti dal Centro America verso gli Stati Uniti

globalist

22 Ottobre 2018 - 13.22


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Non si fermano. E non cedono alle provocazioni: la carovana composta da circa cinquemila ‘latinos’ centroamericani, decisi a raggiungere la frontiera degli Stati Uniti, ha trascorso la notte a Tapachula, nello Stato messicano di Chiapas, e riparte oggi per Arriaga, città non lontana dallo Stato di Oaxaca.
La televisione Milenio ha indicato che si tratta di un gruppo di persone giunte illegalmente dal Guatemala, a cui durante la marcia si sono uniti altri centroamericani già entrati in passato in Messico e che hanno deciso di partecipare alla spedizione diretta negli Stati Uniti.
Almeno 700 agenti della polizia messicana e il personale dell’Istituto nazionale delle migrazioni (Inm) segue la carovana, cercando a tratti di fermarla, senza successo però.
Un alto responsabile dell’Inm, Francisco Echavarría, si è più volte rivolto ai profughi con un altoparlante per convincerli a sottomettersi alle procedure previste per l’ottenimento del visto o dello statuto di rifugiato ma anche qui senza successo.
Ieri i membri della carovana hanno avanzato quasi sempre a piedi, cantando l’inno nazionale honduregno e gridando slogan favorevoli al Messico, ma ad una decina di chilometri da Tapachula sono giunti decine di camion e furgoni, su cui i migranti non hanno esitato a prendere posto, per avere sollievo dopo una giornata di cammino.
Intanto ieri all’alba in un incidente stradale sulla autostrada internazionale Ciudad-Cuauhtémoc-Tuxtla Gutiérrez sono morti sei centroamericani mentre altri undici sono rimasti feriti. Questo gruppo no faceva parte della carovana in marcia verso Arriaga.

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