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Il piano saudita: milioni di sterline e Tony Blair per influenzare Londra

Inchiesta del Guardian sui piani segreti di Riad nel trasformare il Regno Unito in un hub per la propaganda del Regno

Il principe Mohammed bim Salman
Il principe Mohammed bim Salman

globalist

19 Ottobre 2018 - 20.52


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Un’indagine del Guardian rivela che l’Arabia Saudita versa milioni di sterline a società di pubbliche relazioni britanniche, testate, editori online e think tank – tra cui l’Institute for Global Change di Tony Blair – per promuovere la propria immagine nel Regno Unito e trasformare Londra in un centro per la propaganda. L’inchiesta arriva a margine della sinistra storia del giornalista dissidente Jamal Kashoggi, ucciso probabilmente all’interno dell’ambasciata saudita a Istanbul. 

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L’indagine chiama in causa rapporti tuttora solidi o allentati solo di recente fra denaro saudita e realta’ capaci di influenzare l’opinione pubblica e i centri di poteri britannici. Del circuito delle attivita’ di lobby filo-Riad, debitamente incentivato, risultano far parte agenzie di Pr come la Freud’s, una delle piu’ importanti d’oltremanica e a livello globale, la Consulum o la Bell Pottinger, con consulenti legati in passato a figure quali l’ex vicepremier liberaldemocratico Nick Clegg (designato giusto oggi fra i vicepresidenti di Facebook), al New Labour blairiano, allo stesso erede al trono britannico Carlo: tutti impegnati nei mesi scorsi a mettere in buona luce Mohammed bin Salman (con notevole successo sulla generalita’ dei media occidentali prima dell’affaire Khashoggi), a far circolare le giustificazioni saudite sulla sanguinosa guerra nello Yemen, a sostenere la campagna scatenata da Riad con gli Emirati e altri alleati contro il Qatar dopo la rottura con Doha, a offrire tribune all’opposizione qatarina. Non solo. Rapporti d’affari con fonti di finanziamento pubbliche o semipubbliche saudite sono attribuiti pure a giornali come l’Independent, a rampanti editori di contenuti online come Vice, al think tank dell’ex premier Tony Blair e al CT Group, azienda di consulenza fondata dal guru elettorale filo-conservatore Lynton Crosby. 

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