“Anche Gesù donerebbe gli organi”: ecco la pubblicità lanciata in Australia che fa discutere

Nella clip, al limite del blasfemo, due legionari romani discutono con Gesù in croce sul delicato argomento. “Fai quello che avrebbe fatto lui” è il messaggio lanciato

“Anche Gesù donerebbe gli organi”: ecco la pubblicità lanciata in Australia che fa discutere

“Anche Gesù donerebbe gli organi”: ecco la pubblicità lanciata in Australia che fa discutere

globalist 15 ottobre 2018

Gesù approva la donazione degli organi. Questo il messaggio che passa nell’ultima campagna, volutamente provocatoria, di sensibilizzazione sul delicato argomento lanciata in Australia. Nel video, che promuove un documentario sul tema, si vede Gesù Cristo in croce che, parlando con due legionari romani, ammette che "si, ovviamente donerei i miei organi. Io sono Gesù d’altronde".







La pubblicità è stata ideata in seguito ai risultati di una ricerca secondo cui l'80% degli australiani sarebbe disposto a donare, ma solo il 34% è effettivamente donatore registrato. “Fai quello che farebbe Gesù” è il messaggio finale che appare, dopo che i due legionari hanno ottenuto l’assenso del figlio di Dio a donare attraverso un click sullo smarthphone attaccato ad una lancia e un selfie di rito.




Il video fa parte di una campagna pubblicitaria  per promuovere il documentario“Dying to Live”, realizzato dal regista Richard Todd e diretto da Richard Bullock. L’approccio vorrebbe essere umoristico, con le guardie che fanno battute sul fatto che chi non dona non sia destinato al paradiso eterno e con Gesù a replicare in croce: “E’ davvero un buon momento per parlarne?”.




“Volevo deliberatamente provocare una conversazione tra le persone intorno all’argomento” – ha detto Bullock. “Questo è davvero difficile visto che nessuno vuole sollevare questioni riguardanti la morte e la donazione di organi in occasioni informali, come durante una cena o a un ritrovo tra amici". La clip è stata tagliata in una varietà di lunghezze differenti per l’uso on-line, con la speranza per chi l’ha realizzata di indurre le persone a registrarsi per diventare donatori.