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Caso Khashoggi, la rabbia di Usa e Uk: "se colpevole è Riad, boicotteremo il summit Davos nel deserto"

Usa e Uk potrebbero non partecipare al summit dei giganti della finanza il programma a Riad. Trump annuncia punizioni severe se si scoprisse che il colpevole dell'uccisione del giornalista è Riad

Un manifestante con un cartello di Jamal Khashoggi
Un manifestante con un cartello di Jamal Khashoggi

globalist

14 Ottobre 2018 - 14.36


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Usa e Gran Bretagna stanno seriamente prendendo in considerazione l’ipotesi di boicottare “Davos nel deserto”, il summit bdei giganti della finanza organizzato a Riad il prossimo 23 ottobre, a causa del caso di Jamal Khashoggi, giornalista dissidente ucciso e fatto a pezzi all’interno del consolato di Istanbul, anche se di questo non si hanno ancora prove certe: sta di fatto che Khashoggi è sparito dopo essere entrato nel consolato. 

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Donald Trump solo ieri ha promesso ‘punizioni severe’ se saltasse fuori che è stato Riad a far sparire il giornalista. 

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Khashoggi è scomparso dopo essere entrato nel consolato saudita a Istanbul. All’interno di quell’edificio, secondo la polizia turca, sarebbe stato ucciso e smembrato. Secondo il New York Times, il giornalista, che collaborava con il Washington Post, sarebbe stato fatto a pezzi con una sega dentro l’edificio da agenti dei servizi di Riad. 

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I suoi resti sarebbero quindi stati portati fuori nascosti dentro un minivan nero. Tra l’altro, Il governo turco ha riferito a funzionari statunitensi di essere in possesso di registrazioni audio e video che provano che Khashoggi è stato ucciso all’interno del consolato. Ma Riad smentisce le accuse come “menzogne”. Diversi sponsor e media hanno deciso di boicottare la ‘Davos del deserto’ in seguito al caso del reporter scomparso. E ora, scrive la Bbc, nel caso in cui dovesse arrivare la conferma che è stato ucciso, Usa e Gran Bretagna starebbero anche preparando un comunicato congiunto in cui esprimono una forte condanna.

I ministri degli Esteri di Gran Bretagna, Francia e Germania hanno diffuso una dichiarazione congiunta per affermare che “c’è bisogno di una indagine credibile per stabilire la verità riguardo a quanto è successo” al giornalista. 

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