Nyt accusa Trump: chiese un piano per manipolare il web durante le presidenziali

Secondo il quotidiano americano nel 2016 il capo della Casa Bianca si rivolse a una società israeliana, dove lavorano ex 007, per creare false identità e usare i social per sconfiggere Hillary Clinton

Donald Trump

Donald Trump

globalist 9 ottobre 2018

Il New York Times torna ad accusare il presidente americano Donald Trump di aver manipolato il web durante la campagna per le presidenziali. E lo fa citando interrogatori e copie delle proposte dello staff del tycoon nell'ambito dell'inchiesta sul Russiagate.
Secondo il quotidiano americano un alto dirigente del comitato elettorale di Trump chiese nel 2016 ad una società israeliana di creare false identità online, usare la manipolazione del social media e raccogliere informazioni di intelligence per sconfiggere la rivale dem Hillary Clinton.
Promotore dell'iniziativa Rick Gates, il braccio destro dell'allora capo del comitato Paul Manafort. Entrambi sono già stati ritenuti colpevoli da una giuria in un primo processo scaturito dal Russiagate, con il primo che ha ammesso le proprie responsabilità e il secondo no. La compagnia in questione invece è la Psy-Group, dove lavorano ex operativi dell'intelligence israeliana.
Una prima proposta riguardava l'uso di persone fittizie per mettere nel mirino e influenzare 5.000 delegati alla convention repubblicana attaccando il senatore Ted Cruz, il principale rivale di Trump all'epoca. Una seconda proposta era invece legata alla raccolta di materiale negativo ma anche di "attività complementari di intelligence" su Hillary e persone a lei vicine. Infine un piano di vari mesi per aiutare Trump usando i social media evidenziando e amplificando le divisioni tra le campagne e le fazioni rivali.
Le proposte facevano parte del cosiddetto "Progetto Roma", con l'uso di nomi in codice: Leone per Trump, Foresta per Hillary, Orso per Cruz. Non ci sono prove che il comitato del tycoon abbia attuato le proposte e secondo una fonte Gates alla fine non era più interessato al lavoro del Psy group, in parte perché altri dirigenti della campagna stavano sviluppando una strategia per i social media.