A Lesbo i profughi alla fame mentre chi gestisce il campo si è mangiato i fondi

Un giornale ha accusato aziende vicine al ministro della Difesa di aver gonfiato le tariffe per tutti i servizi e di essersi appropriato dei fonti

Il campo rifugiati di Lesbo
Il campo rifugiati di Lesbo
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27 Settembre 2018 - 16.11


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Solidarietà o affari? Le disperate condizioni in cui migliaia di richiedenti asilo versano a Lesbo hanno scatenato una violenta reazione politica in Grecia, dopo le polemiche sull’uso dei fondi destinati al campo di Moria dove ci sono molti migranti.
Prima le accuse, poi la reazione del ministro della Difesa greca, Panos Kammenos, che ha querelato tre giornalisti del quotidiano Fileleftheros, dopo la pubblicazione di un rapporto basato nel quale veniva accusato di aver usato in maniera discutibile i denari dell’Unione Europea.
Kammenos, alleato di Tsipras e leader del partito populista di destra Anel, ha accusato il giornale di diffamazione dopo essere stato indicato in rapporti con gli uomini d’affari che avevano beneficiato di fondi destinati a migliorare le condizioni di vita nel campo che invece sono rimaste sotto la minima soglia della decenza.
Il quotidiano aveva denunciato che le imprese vicine a Kammenos avevano regolarmente gonfiato le tariffe per servizi che andavano dalla ristorazione all’impianto idraulico. Tutti appalti dati senza rispettare le normali procedure e senza troppi controlli.
Accuse pesanti visto che negli ultimi tre anni Atene ha ricevuto un totale di 1,6 miliardi di euro in aiuti finanziari per i rifugiati.

Intanto le condizioni di Lesbo sono disastrose. Lì ci sono molti profughi fuggiti dalla guerra, in particolare siriani e afghani.

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