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Moavero incontra la Bachelet: l'Italia non è un paese razzista

Il ministro ha invece sottolineato al contrario "il riconoscere del notevole impegno italiano nel salvataggio e nell'assistenza ai migranti che attraversano il Mediterraneo"

Moavero incontra la Bachelet: l'Italia non è razzista
Moavero incontra la Bachelet: l'Italia non è razzista

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26 Settembre 2018 - 07.19


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Lei è stata oggetto di una campagna d’odio di matrice fascio-stellata per aver denunciato l’ondata di odio xenofoba contro i ‘non italiani’.

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Parole a cui aveva risposto il governo dicendo di ritenere infondate le accuse, ma soprattutto Salvini, sempre avvezzo a scimmiottare Trump, che aveva minacciato di tagliare i fondi alle Nazioni Unite. Questo in base alla bieca e meschina logica padronale secondo la quale chi paga ha sempre ragione. E siccome tutti i paesi contribuiscono all’Onu, questo di fatto significherebbe che le Nazioni Unite dovrebbero dare ragione a tutti e non condannare mai nessuno. Venendo meno al loro scopo.

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Ad ogni modo l’Italia ha fatto sapere di ritenere “infondati” i rilievi sollevati dall’Alto Commissario per i Diritti Umani dell’Onu Michelle Bachelet su “presunte inadempienze italiane in materia di rispetto dei diritti umani dei migranti” e ha sottolineato, al contrario, “il riconoscere del notevole impegno italiano nel salvataggio e nell’assistenza ai migranti che attraversano il Mediterraneo”.
Parole diplomatiche che però non possono cancellare né la vergogna della nave Diciotti, né la politica dei porti chiusi, né la nostra scelta di rispedire in Libia i naufraghi, ossia rimandarli nelle mani degli aguzzini, né le pressioni fatte su navi e nazioni per sbarazzarsi delle Ong.
Il ministro degli degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi, durante un incontro con Michelle Bachelet a margine dell’assemblea dell’Onu ha però insistito.    

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Nel corso del colloquio, si afferma in una nota della Farnesina, Moavero Milanesi e Bachelet “hanno parlato anche delle dichiarazioni rilasciate dalla signora Bachelet, lo scorso 7 settembre a Ginevra, su presunte inadempienze italiane in materia di rispetto dei diritti umani dei migranti. C’è stato, di conseguenza, modo, da una parte, di chiarire le ragioni per cui l’Italia ritiene infondati i rilievi sollevati e dall’altra, di condividere il riconoscere del notevole impegno italiano nel salvataggio e nell’assistenza ai migranti che attraversano il Mediterraneo”.
 L’incontro è avvenuto in occasione dell’evento sulla pena di morte, co-organizzato dall’Italia, durante la 73/a Assemblea Generale delle Nazioni Unite. 

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